In Tunisia vince l’Islam

By Redazione

ottobre 24, 2011 Esteri

Mentre la Libia si appresta a vivere una difficile transizione che determinerà gli equilibri del post-Gheddafi, la Tunisia ha inaugurato la serie di test elettorali della Primavera araba. A vincere è stato il Partito filo-islamico moderato della Rinascita, in linea con quanto previsto dai più attenti osservatori alla vigilia di questa delicata tornata per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Fonti interne al partito di Ennahda riferiscono di un’affermazione lusinghiera,  attorno al 40% dei voti e quindi lontana dalla maggioranza assoluta ma comunque elemento imprescindibile per ogni
ipotesi di alleanza.

E’ lo stesso fronte laico – l’unico ad esprimersi in questo frangente – a riconoscere la sconfitta: “Ci inchiniamo alla volontà popolare”, ha commentato Maya Zribi, segretaria generale del Partito Democratico Progressista. “Con le cifre di cui disponiamo, constatiamo una tendenza a favore delle liste islamiche, e i limitati risultaticonseguiti da parte nostra”. Le ha fatto eco Ridha Ben Fadel, portavoce del Pdm, il Polo Democratico Progressista che raggruppa i partiti principali della sinistra: “Nella nuova Assemblea Costituente le formazioni progressiste non avranno la maggioranza”.

Preso atto dell’affermazione del movimento guidato da Rached Gannouchi rimane ora da chiarire la portata della vittoria del fronte filo-islamico. Praticamente impossibile, stando ai primi numeri, immaginare una maggioranza autonoma targata Ennahdha e quindi si fa strada l’ipotesi di un’alleanza in grado di coinvolgere, almeno in prima battuta, anche una parte del fronte laico. Tutte da stabilire,ovviamente, le geometrie delle alleanze, anche in considerazione del delicato passaggio costituente che attende il paese. L’ipotesi più probabile è quella di un coinvolgimento quanto più ampio possibile di tutti i movimenti usciti con consistente gradimento dalle urne per la scrittura di regole condivise che portino rapidamente il paese alle elezioni politiche. Lì i due blocchi si giocheranno tutte le carte a disposizione per la vittoria e la formazione del primo governo
democraticamente eletto.

Ennahdha ha avuto in questa tornata gioco facile contro un fronte riformista diviso in mille rivoli e che ha favorito la maggior unità e capillarità del blocco confessionale, fortemente organizzato e in
grado di allestire in poco tempo una macchina elettorale potentissima e una strategia di comunicazione efficace. Il dato confortante al di là delle valutazioni politiche riguarda l’altissima affluenza: 90 per cento solo per quanto riguarda i 4,1 milioni di elettori che si erano iscritti nelle apposite liste, cui andrà aggiunta una fetta sicuramente importante degli ulteriori 3,1 milioni di non iscritti ma aventi comunque diritto al voto.

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