“Il politico che amo di più”

By Redazione

ottobre 20, 2011 politica

Cristianità, Famiglia, Stato. Ma anche Criticità Bancarie, Medicina non Convenzionale, Olismo, Ambiente e Lavoro. Tutti problemi, rigorosamente maiuscoli, che verranno affrontati nel corso del primo congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale, che Notapolitica seguirà in livetwitting per tutto il corso dei lavori. Per provare ad orientarci in una moltitudine di argomenti densi e alquanto impegnativi, abbiamo chiesto una mano a Domenico Scilipoti, membro attivo del gruppo parlamentare dei Responsabili che sorregge la maggioranza di governo e leader dell’Mrn.

Onorevole Scilipoti, perché un congresso?

Abbiamo fatto congressi regionali. E dopo i congressi regionali si fa quello nazionale.

Non c’entra nulla con il momento politico attuale?

Non direi, era già previsto, siamo nati il 14 dicembre scorso e avevamo fissato il congresso per ottobre. Certo che capita in un momento particolare della vita politica del Paese, ma ne è indipendente. Sono tre i temi che affrontiamo in particolare, che a parole sono sentiti da tutti ma nei fatti sono sentiti poco.

In concreto?

Per esempio la cristianità. La libertà di culto è una delle nostre battaglie. Dobbiamo avere la libertà di utilizzare i crocifissi, nessuno può permettersi di protestare se abbiamo dietro le nostre scrivanie o nei luoghi pubblici un crocifisso. Noi siamo cristiani e su questo non si discute. Non è nemmeno legittimo discuterne: è opportuno metterli.

Sarà arrabbiatissimo per la madonnina di piazza San Giovanni.

È un fatto gravissimo, i valori non esistono più. Gli adulti poi non sono in grado di insegnare cosa significhino i valori, la cristianità, avere fede. Se così non fosse, probabilmente molti non si permetterebbero di fare danni dal punto di vista morale e materiale.

Come li punirebbe?

Li individuerei e addebiterei i costi dei danni a loro o alle loro famiglie. La responsabilità infatti è anche delle famiglie, che molte volte non riescono ad essere tali e a dare quelle indicazioni che occorrerebbero ai loro figli.

Ha ragione Maroni dunque. Secondo lei ha gestito bene la piazza?

Non c’era nulla di diverso da fare. Le forze dell’ordine si sono comportate in modo corretto e hanno fatto tutto il possibile.

Quindi le piace come si è comportato, non ne chiederebbe le dimissioni, come qualcuno ha fatto.

Non ho detto che mi piace, ho detto che tutto quello che hanno fatto le forze dell’ordine lo hanno fatto con responsabilità. Certo qualcosa può sfuggire, non volutamente, ma per una serie di fatti che si verificano in quei determinati momenti. L’unica possibilità sarebbe stata intervenire in modo più forte, ma sarebbero stato tacciato di scorrettezza. Il problema è che non siamo mai contenti di come vanno le cose, invece di stringerci insieme attorno a determinati valori.

Visto che insiste sui valori, lei perché non è andato a Todi. Al suo movimento non interessa una nuova Dc?

Io sono andato per tantissimi anni a Todi, in maniera simbolica. Ho lavorato nelle favelas, ho dato possibilità ai bambini orfani di Bahia, in Brasile, di avere vitto, alloggio e una educazione. Ho esercitato e continuo a esercitare una collaborazione con gruppi di diversamente abili, con ragazzi che hanno il padre in carcere…

È un modo per dire che non le interessa?

Non è un problema di Dc, ma rimboccarci le maniche. La sigla non è importante, ma fare qualcosa di concreto per la gente che soffre, per i più deboli. Bisogna inserire nuove regole del gioco, o modificare le esistenti in favore degli oppressi. Dobbiamo costruire una società diversa. Meno parole e più fatti.

Il governo fa più fatti o parole?

Sta facendo dei fatti. A volte si attarda a realizzare fatti a partire da quello che dice. Ma sta lavorando. Potrebbe fare di più su altre tematiche, come un rilancio della farmaceutica galenica sul piano nazionale, la riduzione del debito pubblico tramite l’abolizione degli archivi notarili o con l’utilizzo dei beni museali affittandoli temporaneamente.

I suoi sono auspici o richieste precise?

Mah, non lo so. Io faccio il parlamentare, cioè intermediario tra il popolo e il governo. Cerco di sentire le esigenze del primo e tradurle nella mia attività presso il governo perché faccia l’interesse del Paese.

E farà il parlamentare di maggioranza fino al 2013?

Non è che sono di maggioranza o minoranza, sono parlamentare, e in quanto tale sto attento a quello che succede, cercando di dare un supporto reale a chi vuole il bene del territorio. Maggioranza o minoranza è una cosa che non mi compete. Sono responsabile e prendo decisioni per il bene del Paese, spesso non capite dai cittadini.

A proposito di responsabilità. Gaetano Saya, leader degli ultranazionalisti di Destra Nazionale, dice non solo che sarà al vostro congresso, ma anche che farete un’alleanza elettorale. È vero?

Per la prima cosa non posso rispondere. Ho incontrato una delegazione della Dn, ma Saya non c’era. Loro però hanno condiviso i nostri tre valori che cerchiamo di portare avanti, e hanno detto che come delegazione forse ci saranno. Come loro sono invitati tutti. Però non c’è nessun tipo di alleanza, ma una serie di colloqui con tante realtà, per vedere se si può fare un percorso insieme.

Quindi lei smentisce Saya che dice di essere suo alleato?

Non bastano un paio di punti comuni. Serve un programma condiviso e molto vasto. Le convergenze posso avvenire con tutti. Persino con l’Italia dei Valori ci siamo trovati d’accordo sulle problematiche dell’anatocismo, ma non vuol dire che andremo alleati. Ci sono tante intese singole: con le vittime dell’usura bancaria, o il forum delle medicine non convenzionali e via discorrendo. È perfino prematuro dire ancora se presenteremo un nostro simbolo.

Il politico che apprezza di più?

Si chiama Scilipoti. È un uomo a contatto con il popolo e che parla il linguaggio del popolo.

Quello che apprezza di meno?

Non ce n’è uno. Non dò giudizi. La storia ci giudicherà

Se dovesse scegliere un partito politico all’estero, in quale si iscriverebbe?

Nel Movimento di Responsabilità Internazionale. Spero che nasca il più presto possibile in modo da potermici iscrivere.

Ci provo io allora: repubblicani o democratici?

Mi interessano i programmi e i progetti, più che le etichette. Sui programmi poi, deciderò di volta in volta.

Lega Nord o Grande Sud?

Tutti e due. L’importante è che amino gli altri e che rispettino le idee altrui e il popolo che sta dall’altra parte.

Berlusconi ci sarà domani, o interverrà al telefono?

Mi auguro che venga personalmente, ha confermato che sarà presente al nostro congresso di responsabilità. Perché tiene al popolo.

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