Black bloc? No, Er Pelliccia

By Redazione

ottobre 19, 2011 politica

Si è giustificato dicendo che, con quell’estintore, provava a spegnere un incendio. Suo papà, incredulo e amareggiato, è caduto dalle nuvole, pensando che il figlio (di sabato pomeriggio?) fosse all’università. Fabrizio Filippi, 24 anni, detto “er Pelliccia”, è diventato il volto simbolo del 15 ottobre violento. Quella foto che lo ritrae a torso nudo mentre scaglia in aria un estintore ha fatto il giro del mondo eleggendolo, al tempo stesso, paladino e capro espiatorio dei black bloc in azione nella Capitale.

Qualcuno lo ha associato ad un aspirante Carlo Giuliani per via dell’arma usata negli scontri, altri (compreso il sottoscritto) si sono fatti due risate pensando alle goffe giustificazioni offerte da Filippi che, suo malgrado, ha conquistato centinaia di post burloni in giro per i social network . Nel frattempo er Pelliccia veniva prelevato dalla Polizia e, chinato il capo di fronte all’evidenza, non ha voluto che gli si appiccicasse l’etichetta del black bloc perché, parole sue, sabato si è lasciato prendere dagli eventi.

Chissà se altri come lui erano arrivati in piazza senza particolari intenzioni bellicose e poi, galvanizzati dalla guerriglia urbana, sono passati alle barricate con i devastatori. Pochi o molti, si sono trasformati in ingenui soldati del Niente, intenti a combattere per il comandante Nessuno. Guerriglieri improvvisati, con i volti tutti uguali, annullati da sciarpe e passamontagna e contraddistinti da un’espressione scura come gli indumenti sfoggiati a mo’ di divisa.

La violenza dei delinquenti professionisti (i cosiddetti black bloc) si è mescolata alla rabbia confusa di giovani matricole come Er Pelliccia, armati alla buona, sedotti dal momento, con alle spalle famiglie ignare che li aspettavano a casa per la cena di un giorno qualunque. Di lì a poco quelle stesse famiglie avrebbero trovato i propri figli sbattuti in prima pagina tra estintori e sampietrini. Er Pelliccia? No, un black bloc come tanti.

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