Tanti comizi, poco amore

By Redazione

ottobre 16, 2011 politica

In un’intervista di qualche giorno fa, Giuliano Ferrara ha descritto il possibile scenario dopo la fine di Berlusconi: “Se tagliano la testa al Cavaliere, arriva la Repubblica dei mediocri“. Un’affermazione forte, senza dubbio. Ma vedendo lo spot con cui Santoro ha lanciato i suoi nuovi (?) Comizi d’amore, viene quasi il sospetto che avesse ragione.

Santoro è un giornalista che da un quarto di secolo spopola in tv (alla faccia del ricambio generazionale), che ha ricevuto stipendi d’oro per anni dalla televisione di Stato e da quella di Berlusconi. Ha intascato, poco prima dell’estate, una buonuscita milionaria dalla RAI. Santoro è un ricco signore, dunque, ma si guarda bene dall’investire soldi propri nella sua nuova impresa, la fantasmagorica Associazione Servizio Pubblico che produrrà il suo nuovo programma: ha preferito chiedere agli italiani (quegli italiani che lui non fa altro che giudicare poverissimi, decerebrati, vessati, disperati, e tutto per colpa di Berlusconi, ovviamente) altri soldi, e questo nonostante vada da anni in giro a dire ai quattro venti che le sue trasmissioni si sostengono da sole, grazie agli introiti pubblicitari. Ovviamente, pur condendo la presentazione dell’Associazione con la solita formula secondo cui il pubblico sarà l’unico padrone, i finanziatori che vuole Santoro non hanno diritto di sapere di cosa parlerà la sua trasmissione, quale sarà la formula, chi saranno i collaboratori e quanto verranno pagati, e non avranno garanzie né sulla continuità del servizio (d’altronde Santoro se n’è stato bellamente a godersi le vacanze mentre si scatenavano tempeste sui nostri mercati) né sulla sua imparzialità. Alla faccia del servizio pubblico, appunto. Gli unici “antipasti” per intuire la sostanza di cui saranno fatti questi comizi sono i soliti video in cui si parla di Berlusconi e di Ruby. E che palle, aggiungerei.

Indubbiamente Santoro riuscirà anche stavolta a confermarsi un santone, un gran sacerdote dell’antiberlusconismo militante. Ma si è dimostrato il mediocre che è. Ha rifiutato i ponti d’oro che gli avrebbero fatto La7 e Sky per migrare sul web: sapendo che su altre reti generaliste non avrebbe mai potuto ripetere l’exploit di AnnoZero (non ci sarebbe stata la tradizione RAI, né la sentenza di un giudice ad obbligare l’editore ad accettare tutto quello che veniva fatto, né, soprattutto, il nemico dei nemici contro cui resistere ogni settimana), ha fatto in modo di abbassare le aspettative, di far credere che volesse realizzare un prodotto sperimentale. Ha voluto fare il giovane mettendosi su internet, e coinvolgere il pubblico per dare al suo progetto un certo sapore stile Wikipedia o social network. Ma Santoro non è il Jimmy Wales de noantri: alla base del web c’è l’orizzontalità, l’essere tutti uguali, tutti produttori di contenuti; su Wikipedia io posso scrivere una voce enciclopedica, su YouTube posso mettere un video delle proteste in Siria che nessun network ha mai visto. Ma a Santoro questo non interessa, ha preferito trasportare la sua trasmissione dalla vecchia tv al web, sperando che vada male per poter dare la colpa anche di questo a Berlusconi. Per Santoro l’importante è che al centro di tutto ci sia lui stesso, non certo gli utenti; è importante che in video compaia lui nel modo che vuole lui a dire quello che vuole lui a sostenere quello che crede lui. Vede come una minaccia tutti quelli che hanno qualcosa da ridire su questo, e facendo pagare il “suo” pubblico di spettatori passivi e adoranti spera che anch’esso faccia altrettanto. Potrà così essere sempre attorniato da un mucchio di seguaci che gli daranno sempre ragione. Il perfetto comportamento del mediocre, appunto. Per non dover dare ragione a Ferrara, conviene sperare di potersi liberare di Berlusconi e anche di lui, al più presto.

da qdR Magazine

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