La dolce vita che fu

By Redazione

ottobre 15, 2011 Cultura

Il made in Italy sbarca negli Stati Uniti sotto il segno de La Dolce Vita. Il 7 ottobre è stata presentata a New York, sulla Fifth Avenue, la mostra Stars and celebrities in the italian Fifties, che attraverso ottantaquattro immagini- quasi tutte inedite negli USA – racconta l’Italia della Via Veneto degli anni Cinquanta e Sessanta, divisa tra il divismo, la politica e gli anni d’oro del cinema nostrano.

Curata da Marco Panella e promossa dal Ministero del Turismo, Cinecittà – Luce ed Artix hanno deciso che, dopo il successo ottenuto lo scorso anno a Roma, la mostra sarebbe approdata a New York dal 7 ottobre al 14 novembre 2011, ospitata da Eataly, il 
regno del made in Italy sulla Fifth Avenue.

Le foto, selezionate dal curatore nei fondi fotografici dell’Archivio Storico Luce, ritraggono divi e dive protagonisti di quegli anni, e restituiscono ai visitatori il ricordo di un’epoca che è diventata una delle più celebri immagini dell’Italia nel mondo.

Nella Roma papale degli anni Cinquanta, Via Veneto e i suoi caffè con i tavolini all’aperto, frequentati assiduamente da giornalisti, nobili decaduti e annoiati, intellettuali, attori e star del cinema internazionale, si afferma come cuore pulsante della mondanità capitolina. Nasce così l’abitudine dei romani – e non solo – di affollare nottetempo questa strada illuminatissima, che sale dalla Fontana del Tritone di Bernini, a Piazza Barberini, fino alle antiche mura di Porta Pinciana, attraverso l’intero quartiere Ludovisi.

E’ qui che si possono incontrare le celebrità italiane e straniere, spesso impegnate in furiosi corpo a corpo con i fotografi: ci sono le “contesse scalze” del cinema hollywoodiano, le starlette che, mentre si accendono un’altra sigaretta, cercano in tutti i modi di avvicinare registi affermati e produttori. Spesso si incontrano anche personaggi di spicco della politica e della cultura. Testimoni chiave di questa realtà spontanea sono i fotoreporter capaci di animare la scena e diventare attivi protagonisti delle serate romane.

Poco a poco, lo spettacolo quotidiano di Via Veneto si configura come sfondo ideale per un nuovo film, nella mente del regista più acclamato e chiacchierato del momento: Federico Fellini. Nasce così La dolce vita. Il film esce nelle sale cinematografiche il 3 febbraio del 1960, portandosi dietro una serie di polemiche e discussioni che alimentano la curiosità del pubblico e contribuiscono a far diventare la pellicola il caso cinematografico dell’anno. Da questo momento in poi, il titolo della pellicola rimarrà per sempre ad indicare un preciso periodo della storia italiana, un momento di svolta, di cambiamento, in cui dietro una sorta di ‘carnevale perpetuo’ si nasconde un mondo confuso e instabile, ma convinto di rinascere e di ricostruirsi sulle rovine della guerra. Roma diventa la nuova Hollywood, registi di fama internazionale vogliono girare i loro nuovi kolossal a Cinecittà e il cinema italiano vive il suo momento d’oro coronato dal riconoscimento dell’Academy Awards con gli Oscar a Vittorio De Sica (Sciuscià 1948 e Ladri di biciclette 1950), Federico Fellini (La strada 1956 e Le notti di Cabiria 1957), Anna Magnani (La rosa tatuata 1956), e Sophia Loren (La ciociara 1962).

Questo universo fatto di star del cinema, intellettuali, gossip, paparazzi, feste e benessere, non ha mai smesso di essere celebrato e di attirare, col suo naturale fascino, l’attenzione del pubblico. Uno dei modi forse più efficaci di promuovere il Made in Italy nel mondo e in particolare a New York, attraverso la ripresa di un momento di rinascita e di contraddizioni del nostro Paese, destinato a rimanere un mito intramontabile.

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