Renzi alla riscossa

By Redazione

ottobre 12, 2011 politica

Tutti a terra! Tornano i rottamatori. Dal 28 al 30 ottobre, Firenze diventerà il capoluogo dal quale dovrà esplodere un nuovo “Big Bang” che porti a una rigenerazione della politica italiana. Il sindaco fiorentino Matteo Renzi ha infatti promosso per quei giorni una nuova convention, sul modello di quella dello scorso anno, il cui titolo richiama proprio lo scoppio originario che ha dato vita all’universo.

Lanciando una sfida a tutto il Pd, Renzi si fa promotore, per la verità non da adesso, di una rottamazione generale dell’intero partito. “Sentiamo il bisogno di fare il salto di qualità. Non basta la rivendicazione anagrafica – ha dichiarato il sindaco – e non basta dire che gli altri hanno fallito: è il momento di tirare fuori le idee. Almeno quelle. Lo faremo senza ricorrere al politichese, dicendo in modo crudo quello che pensiamo. E se qualcuno ci rimane male, pazienza!”. Parole che sono una ventata di aria fresca in un panorama politico stagnante e sempre più putrescente. Forse, se il Partito democratico avesse un leader così, e contemporaneamente ci fosse Alfano alla guida del Pdl, l’Italia tornerebbe ad essere un Paese normale, governato da quarantenni come nel resto d’Europa. E potrebbe davvero chiudere la parentesi della cosiddetta Seconda Repubblica, prendendo un nuovo slancio.

Ben vengano quindi i rottamatori, da entrambe le parti. In fondo, se contassimo su un centro-sinistra moderno e serio, il primo a rallegrarsene dovrebbe essere lo stesso Berlusconi, che da anni, giustamente, invoca una sorta di purificazione del fronte democratico dalla tradizione comunista. Oltretutto, Renzi è cattolico e non dovrebbe riservare sorprese sui temi etici o su improponibili alleanze con l’estrema sinistra. Ovviamente queste riflessioni potrebbero non avere alcun seguito, dal momento che lo stesso sindaco di Firenze ha ribadito più volte, nel convocare la convention, che essa non costituirà il trampolino di lancio per la propria candidatura a segretario del Pd. Ma è evidente che si tratta di una excusatio non petita.

Il grande merito di eventi come questo è senza dubbio il coraggio di dire le cose come stanno, senza paure e con totale franchezza. Renzi parla di meritocrazia, definisce immorale il fatto che “ogni italiano nasca già con più di trentamila euro di debito a testa per colpa della miopia di un’intera generazione di politici” e chiede all’attuale dirigenza del Pd di smetterla “di occuparsi di formule e alleanze, beghe e beghette”, per dire “chiaramente che cosa farà quando andrà  al Governo”. Finalmente si torna a parlare di idee, senza pregiudizi ideologici. Renzi, in effetti, non sembra essere affetto da antiberlusconismo acuto come la gran parte dei suoi colleghi di partito. Sono tutte belle parole, che fanno sperare. Vedremo poi nei fatti se le promesse verranno mantenute. Per ora possiamo solo constatare che, qualora un eventuale Pd a guida Renzi vincesse le prossime elezioni, anche l’elettore di centro-destra potrebbe tutto sommato dormire sonni tranquilli. Ma riusciranno i democratici a rinnovarsi?

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