Nuovomondo (senza Crialese)

By Redazione

ottobre 11, 2011 Esteri

Trichet non è uno stolto. Ed essersi finalmente allontanato dalla prima poltrona dell’Eurotower di Francoforte deve avergli lasciato una libertà interiore che lo porta a dichiarare che “la crisi europea ha i giorni contati”. Nel senso peggiore: senza interventi strutturali e una ricapitalizzazione vera delle Banche continentali, rischiamo di andare a gambe all’aria. Tutti, Stati Uniti compresi.

Nel frattempo, zitto zitto, Vladimir Putin se ne vola a Pechino. Dove, nonostante il rigido cerimoniale cinese, incontra non solo la sua controparte Wen Jiabao ma anche il presidente Hu Jintao: segno che, al di là della Muraglia, sanno bene chi comanda in Russia. Che ci va a fare, Putin a Pechino? Vuole riprendersi l’Asia orientale. Ovvero quel colosso produttivo che Eltsin, nei primi anni Novanta, aveva abbandonato al suo destino per rivolgersi ad Ovest. Un errore madornale secondo molti, fra cui lo stesso zar. Che deve aver ingoiato amaro quando il suo successore/predecessore/fantoccio Medvedev ha mostrato di volerlo ripetere, andandosene a braccetto con Barack Obama.

A Mosca si vota a maggio, e sorprese non se ne vedono. Quindi basta, si torna a Est. Vladimir questo lo sa, e sa anche che se vuole assestare un colpo all’odiato Vecchio Continente, e al Grande Satana a stelle e strisce, ha bisogno del miliardo e mezzo di han che vivono dove sorge il sole. Quindi si prepara a ridimensionare la Gazprom e a fare un prezzo di favore per il gas russo alla Cina. Che se lo vuole comprare tutto, con tanti saluti a quel 25% che fino ad oggi arrivava da noi.

Noi parliamo di patrimoniali, condoni, fronde, frange, finanza creativa, tagli lineari. Sbraitiamo contro i vertici bilaterali, i traditori, le Banche ciniche e bare. Loro costruiscono un nuovo mondo dove, nella migliore delle ipotesi, potremo servire a tavola.

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