Il cerotto al naso

By Redazione

ottobre 11, 2011 Esteri

Giovani, belle, istruite. Segno particolare, un vistoso cerotto bianco sul naso che molte di loro ostentano con una fierezza ingenua e coraggiosa al tempo stesso. Sono le ragazze di Teheran le ultime arrivate nel pianeta della rinoplastica. Il boom del ritocchino al profilo, che molte di loro hanno per natura ‘importante’, ha raggiunto anzi travolto l’Iran, dove si registrano 90-100 mila interventi l’ anno. Ed è solo l’ultimo sintomo di un cambiamento lento ma inesorabile. Perché se le regole dell’ abbigliamento islamico declinate all’ iraniana le costringono a indossare camicioni e spolverini informi, molte ragazze li portano sì, ma stretti in vita da una cintura. E poi nascondono sotto quei lunghi caftani scarpe con i tacchi alti, fissano sotto il velo un’ imbottitura che le fa ‘crescere’ di qualche centimetro e sottolineano i tratti intensi del volto con un sapiente make-up. Insomma, da anni sono sempre più numerose le giovani iraniane che, con la complicità di amiche e sorelle (più raramente, per ovvi motivi culturali, le mamme) lavorano instancabili sul proprio look. Obiettivo, aggirare l’ingombrante ostacolo di una femminilità proibita. Il più recente simbolo di questo lungo cammino, l’ultimo grido di libertà, è rifarsi il naso. E non vergognarsi di mostrarlo, anzi in certi casi ostentarlo con una sfrontatezza mai usata.

” E vero, ormai e’ una moda, il cerotto si mostra come fosse una collana”, conferma all’Ansa il chirurgo plastico del Milad Hospital Kambiz Sharaghi, in una pausa del Congresso internazionale di rinologia e plastica facciale in corso a Teheran. Sharaghi spiega che l’intervento non e’ doloroso. Tutto si conclude in una giornata e la medicazione si toglie dopo una settimana. I costi possono variare: con il giovane specializzando si va dai 700 ai 2000 dollari; si dice che qualche luminare ne chieda oltre 30 mila, ma in media ci si ferma sui 12mila. Viene da chiedersi quante famiglie possano permetterselo. Più di quente si pensi, spiega all’Ansa lo specialista iraniano Massoud Dehgani, che vive a Perugia. Il quale racconta che molte ragazze “sono disposte a indebitarsi per potersi operare”. Inoltre, riflette Dehgani, “In Italia si tende ad accettare il proprio viso e magari si cura di piu’ il corpo”, che in Iran non puo’ essere mostrato”. Ma non è tutto. Il chirurgo fa capire che le motivazioni possono essere di varia natura. E dietro alla scelta di tante giovani iraniane c’è forse anche “la ricerca di una compensazione per altre mancanze”, nonché un retaggio tristemente duro a morire: “assicurarsi cosi’ un buon matrimonio e un futuro migliore”.

Se infatti le donne iraniane sono istruite come mai prima e possono aspirare ad un’affermazione professionale, il momento economico segue il trend della crisi mondiale. L’inflazione è sopra il 22% secondo gli ultimi dati del Fmi, e la disoccupazione giovanile ostacola le coppie che pur vorrebbero, come è tradizione, sposarsi presto.
Ma, tornando all’estetica, sta di fatto che “la maggior parte degli iraniani non ha un bel naso”, dice il segretario scientifico del Congresso, Ali Asghar Shirazi. E le giovani donne, anche se hanno studiato, “sentono che essere carine è meglio per essere accettare nella società”. E il fenomeno, “in costante crescita da circa 20 anni”, sta contagiando anche i coetanei maschi.
Colpito dal boom della rinoplastica in Iran è il chirurgo francese Roger Jankowsky di Nancy, pioniere della tecnica di asportazione dei tumori del cervello attraverso il naso. ” Se si moltiplicano 90 mila interventi l’ anno sui ventenni per i 50 di vita media che questi possono ancora attendersi – calcola – gli iraniani operati al naso stanno diventando milioni”.

Al confronto i numeri italiani sono roba da bambini. Non più di 40 mila operazioni l’ anno comprensive di quelle al setto nasale per motivi terapeutici, riferisce all’Ansa Dario Bertossi del Policlinico universitario di Verona, giunto a Teheran insieme al prof. Pier Francesco Nocini, direttore del dipartimento di chirurgia, per illustrare dieci relazioni e incontrare i colleghi iraniani in contatto con il nuovo polo chirurgico della città veneta. “In Italia si tende a fare questi interventi non da giovani, ma all’ inizio dell’ invecchiamento – osserva Bertossi – ma anche le filosofie e le tecniche sono diverse”. In Italia cioè si opera non con la tecnica ‘ chiusa’, spiega, ma con un piccola

incisione che permette di sollevare i tessuti e intervenire allo scoperto. Per italiani e iraniani, occhio alle proporzioni. E’ importante focalizzarsi “non solo sul naso, ma anche su altre parti del viso.”

da PinkNews

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