Roma ladrona?

By Redazione

ottobre 9, 2011 politica

Il quotidiano dei tifosi più tifosi del mondo”. Con questo slogan nel 2004 si presentò “Il Romanista”, primo esperimento di quotidiano interamente dedicato ad una squadra di calcio, l’A.s. Roma. “Un insolito caso”, lo ribattezza oggi Il Giornale di casa Berlusconi che ha lanciato un attacco frontale al foglio giallorosso sul terreno dei contributi pubblici all’editoria. Il titolo è di quelli accattivanti:  “L’Italia dei privilegi: il foglio dei romanisti ci spilla un milione di euro”.

Il Romanista, in quanto edito da una cooperativa giornalisti e poiché in regola con gli standard previsti dalla legge 250 del 1990, percepisce finanziamenti dallo Stato per la propria attività editoriale. Parliamo di 938.811,65 euro dichiarati nel 2010 e in riferimento all’anno precedente. Soldi pubblici del tutto legittimi ma che, complice il clivage territoriale hanno colpito l’attenzione del quotidiano milanese e che, in pieno clima derby, destano rabbia tra i tifosi laziali. La risposta romana, precisando che il foglio giallorosso e la società di calcio non sono in alcun modo legate, è giunta alla stessa velocità con cui l’articolo del Giornale è stato rilanciato dai network capitolini.

Intervenuto ai microfoni di Rete Sport (una radio filo-giallorossa 24 ore su 24), il direttore de Il Romanista Carmine Fotia ha risposto al fuoco nordico con un’espressione tanto cara al tam tam mediatico degli ultimi mesi, parlando di “una macchina del fango scatenata contro di noi”. Un po’ come quella evocata dallo scrittore Saviano, la stessa orchestrata contro il giornalista Dino Boffo, il giudice Mesiano e il politico Italo Bocchino. Non savio, il direttore del Romanista ha contrattaccato: “ho dato mandato al mio avvocato per intentare una causa per danni a Il Giornale e all’autore dell’articolo”, il malcapitato Andrea Cuomo che poi è stato bacchettato anche in una lunga lettera in cui la redazione del Romanista spiega la propria attività editoriale, sportiva e culturale dei suoi sette anni di vita.

La disputa piccola piccola è figlia dell’annosa questione riguardante i contributi pubblici all’editoria per la quale da più parti si chiede una riforma sostanziale onde evitare sperperi di denaro e generosi contributi a giornali-fantasma o presunti tali.

Assodato che Il Romanista non rientra tra questi ultimi, ha una diffusione di circa 10mila copie e una redazione di nove giornalisti, il vero problema resta la selezione qualitativa e quantitativa dei fogli meritevoli di denari pubblici. Perché se spulciamo tra i beneficiari dei contributi statali, troviamo altri quotidiani “tifosi” nel senso politico del termine.

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