…Giudicare peggio

By Redazione

ottobre 6, 2011 politica

Hanno scarcerato Amanda e Raffaele perché lei è americana (e lui?). Non sono stati condannati perché se hai come avvocato la Bongiorno, figurati, con tutte le conoscenze che ha (ma non potrebbe essere soltanto brava nel suo lavoro?). Li hanno liberati perché tanto Guede è nero ed è un capro espiatorio (razzismo?). Nel paese dell’evasione fiscale, dell’arte dell’arrangiarsi, del “volemose bene” siamo all’improvviso diventati tutti garantisti ed esperti di diritto e legalità. “Andavano messi in gattabuia” è l’urlo imperante delle folle arringanti. L’urlo imperante delle folle arringanti. Ma siamo diventati tutti garantisti? No, siamo diventati tutti giustizialisti. “Volemose bene” però quelli sono assassini, cioè è sicuro, chi è stato sennò? Lo Spirito Santo? “In questo paese manco chi ammazza viene più punito”, altro refrain tipico di questo inizio ottobre. Vogliamo quindi scadere nella lezioncina. Uno dei principi su cui si regge la libertà personale è quello della presunzione d’innocenza: fin quando non ci sono prove certe, non si può essere messi dietro le sbarre. Eppure sembra che questa cosa faccia comodo soltanto quando è facile dare addosso a due che sembrano impelagati in modo ovvio dentro un caso del genere. Ma noi eravamo in quella casa in quel momento?

Qui è il caso di prendere un bel righello e di dividere la lavagna: giustizialismo e garantismo sono due cose diverse. Uno è il ricorrere alla forca con la stessa frequenza degli sms che inviate ai vostri cari, l’altro è un principio su cui si basano le nostre vite ed il nostro agire sociale. Facciamocene una ragione: insufficienza di prove. Questo basta a tirar fuori dal carcere i due ragazzi: senza certezza della prova non può esserci certezza della pena. E’ un principio basilare, altro che “giustizia medievale” come hanno sentenziato gli amichetti d’oltreoceano: e pensare che parlano da un paese che manda ancora a morte la gente con la presunzione (questa sì) di essere talmente nella ragione da poter ammazzare un detenuto. E la rieducazione dei condannati? Quella è una cosa troppo moderna per gli anti-medievalisti a stelle e strisce?

Sta a chi vive in un determinato territorio credere per primo nel proprio sistema giudiziario. Giudiziario, legislativo, esecutivo: la formula di Montesquieu ci è nota ed è alla base delle democrazie moderne. In Italia il legislativo ormai è sotto i colpi di tutti coloro i quali ne sottolineano di giorno in giorno i privilegi derivanti dall’essere una casta superiore; l’esecutivo soffre per inefficienza, lentezza e dubbia moralità. Il giudiziario prende sberle dalla politica e pure dalla società civile ogni qualvolta non si condanna qualcuno che per sentore popolare è in odor di torto. Probabilmente allora c’è da chiedersi se in Italia ci siano da riformare soltanto i tre poteri oppure se sia da riformare l’intero assetto democratico. Ma a noi, questa democrazia ci serve o non ci serve?

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