Jesusbook: la scuola 2.0

By Redazione

settembre 30, 2011 Cultura

La storia della pedagogia ignaziana, a partire dalla Ratio Studiorum (1586-1599), è la storia di una didattica che si adatta ai tempi utilizzando il meglio dei mezzi a disposizione – oggi quelli tecnologici – al servizio di un processo di crescita integrale della persona. In un mondo globalizzato dove i giovani viaggiano sulla rete internet attraverso i numerosi mezzi di comunicazione della generazione 2.0 (internet wifi, social networks, blog, cloud computing…), ci siamo interrogati su come i nostri collegi possano esprimere al meglio il nostro modo di procedere attraverso le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (in gergo ICT, Information and Communication Technology). Dal 2007 la rete dei collegi della Provincia ha dunque avviato un processo di aggiornamento delle proprie tecnologie didattiche. L’allora Delegato del Provinciale per i collegi, padre Franco Beneduce, diede impulso ad un programma di ammodernamento delle tecnologie usate nelle nostre scuole chiamato Progetto IT@S (Information Technology at School). Esso fu avviato con il supporto della Mentor, una società di fornitura di tecnologie didattiche e di servizi di formazione dei docenti accreditata presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Si trattava innanzitutto di introdurre nelle nostre scuole, secondo le richieste del MIUR, le cosiddette LIM (Lavagne Interattive Multimediali) – che costituivano l’ultimo ritrovato in punto di didattica digitale andando a sostituire le tradizionali lavagne di ardesia – e di offrire adeguata formazione a tutto il nostro personale. Il progetto tuttavia aveva un disegno più ampio ed ambizioso: a detta di Massimo Cordaro, amministratore delegato di Mentor, il nostro compito sarebbe stato quello di guardare alle tecnologie per la didattica non limitandoci a valutare il loro impatto immediato su docenti e studenti, ma allargando lo sguardo alla società nel suo intero per rispondere ad una grande sfida che si trovano ad affrontare contemporaneamente le famiglie, la scuola e il mondo del lavoro: quella di vivere nel pieno della cosiddetta “rivoluzione digitale”. Come gesuiti, eravamo e siamo consapevoli di doverci inculturare in questa rivoluzione capendo fino in fondo la mentalità e le dinamiche che essa ha introdotto nella società contemporanea e, partendo dalla nostra tradizione educativa da sempre aperta alle novità e ai grandi cambiamenti sociali, ci siamo resi conto che la rete dei nostri collegi avrebbe potuto essere un network particolarmente adatto per lavorare a un progetto di innovazione didattica in posizione di avanguardia.

Fu così che il progetto IT@S si avviò. Il progetto era pensato in cinque tappe della durata di un anno ciascuna: la prima prevedeva l’introduzione delle LIM in tutte le classi delle nostre scuole, insieme alla formazione di tutti i nostri docenti all’uso di tutte le funzioni basilari di questo strumento. Al compimento di questa tappa le nostre scuole sarebbero state dotate di “classi interattive”, con la presenza di strumenti adatti a far meglio interagire docente e studenti tra loro, ed anche tutta la classe con il resto del mondo attraverso la connessione delle LIM alla rete internet. La seconda tappa prevedeva l’introduzione di elementi hardware e software più avanzati, quali il software per la registrazione e podcasting delle lezioni e i risponditori elettronici per effettuare dei test in classe attraverso la LIM; allo stesso tempo avremmo dovuto procedere alla formazione di tutti i docenti nell’uso delle funzioni avanzate delle LIM. La terza tappa prevedeva l’adozione di una piattaforma di “learning management”, ovvero di un sistema – con relativa infrastruttura hardware – che permette la gestione elettronica di registri, voti, adempimenti burocratici, pagelle, e anche di depositare su una repository online i cosiddetti “contenuti didattico-digitali” delle lezioni preparate dai nostri docenti.

In questa fase la formazione del personale avrebbe dovuto portare i nostri docenti, già pratici nella gestione delle tecnologie didattiche, a concepire l’uso della tecnologia non solo come un modo diverso di fare didattica ma come un mezzo nuovo da coniugare con la didattica e la pedagogia ignaziana e con i nostri fini apostolico-educativi. Si trattava di approfondire la propria padronanza dei potenti mezzi tecnologici a disposizione per “immergerli” nella metodologia della pedagogia e didattica ignaziana. La quarta fase prevedeva lo sviluppo di tecniche per l’insegnamento a distanza, attraverso lo sviluppo di ambienti di didattica virtuale. La quinta e ultima tappa prevedeva la formazione di eccellenza per una vera a propria maestria nell’uso dell’ICT a scuola. Il progetto IT@S era pensato in modo da operare globalmente su ogni aspetto della scuola, non solo su singoli docenti dentro la loro classe. A questo fine erano state identificate cinque aree su cui lavorare sinergicamente: i leader scolastici, l’infrastruttura tecnologica, le risorse umane, l’organizzazione, e le risorse economiche. Infine, l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi parziali di ogni tappa del progetto avrebbe dovuto essere monitorato con lo strumento dell’autovalutazione.

A che punto del percorso ci troviamo? Effettivamente oggi tutte le nostre aule sono “interattive”, sono cioè dotate di LIM, computer e collegamento alla rete internet. Tutti i nostri docenti sono stati istruiti all’uso di base delle LIM attraverso una formazione certificata, e in ogni scuola si sta addestrando una squadra di “LIM leader”, docenti di ogni livello e grado preparati per offrire loro stessi ai propri colleghi la formazione necessaria per l’uso avanzato delle LIM e per l’integrazione della padronanza del mezzo tecnologico con l’applicazione della pedagogia ignaziana. Con l’anno scolastico entrante in tutti i collegi della rete si avvierà la formazione in situ dei professori da parte dei “LIM leader”. Allo stesso tempo, le nostre scuole sono impegnate nel lavoro di riordino del curricolo scolastico richiesto dalla cosiddetta “riforma Gelmini”; con l’occasione si sta portando avanti, contemporaneamente all’aggiornamento del curricolo d’istituto secondo quanto richiesto dalla riforma, l’integrazione nel curriculum dei nostri propri valori educativi e delle competenze tecnologiche che vogliamo sviluppare, in modo da rendere la nostra educazione davvero ignaziana, rilevante e apostolica.

Quanto allo sviluppo di piattaforme educative virtuali, gli insegnanti di religione di tutti i nostri collegi sono impegnati in una sperimentazione dell’uso della repository in ambiente “cloud” in cui, a partire da quest’anno scolastico, depositeranno i contenuti digitali delle proprie lezioni, mentre il nuovo Delegato, con l’aiuto della società Mentor, sta valutando quale piattaforma di learning management sia più opportuno adottare. La scelta risponderà non solo a criteri economici, ma anche sociali; nel mondo della scuola sono infatti in uso diverse piattaforme, di cui alcune sono open source e fanno parte di “communities” che sviluppano software con un particolare occhio di riguardo all’inclusione dei “piccoli” nei processi di accesso all’informatizzazione. La quarta e la quinta tappa del processo qui brevemente delineato sono ancora futuribili, ma il percorso è ormai avviato con la consapevolezza di essere in cammino, pienamente inseriti nel solco della nostra tradizione educativa, guardando al futuro con fiducia.

Eraldo Cacchione S.I. è responsabile new media & technologies delle scuole gesuitiche della provincia d’Italia

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