Il Ferrara Furioso

By Redazione

settembre 26, 2011 politica

Difendere il Cav sul proprio giornale, seppur con argomentazioni ben più erudite di quelle elaborate dai fogli di Belpietro e Feltri, non è compito agevole in questi mesi. Farlo anche in tv, con la striscia post-tg di “Qui Radio Londra” che vede una fuga di spettatori superiore al milione, dev’essere ancora più arduo per Giuliano Ferrara. Almeno a giudicare dalla frustrazione con cui si è presentato (ospite) in un salotto tv altrui, armato di plateale arroganza e marcati isterismi che solitamente non fanno parte del suo bagaglio intellettuale.

Sabato pomeriggio il direttore del Foglio è intervenuto a Tv Talk, programma in onda su Rai Tre condotto da Massimo Bernardini, contenitore dove agiscono giovani opinionisti e analisti tv per commentare insieme ai big del piccolo schermo i fenomeni televisivi dei palinsesti nazionali. Tv Talk si segue bene, per via della sua pacatezza, dei toni mai sopra le righe e grazie alla profondità di un’analisi che scruta il prodotto tv in tutte le sue sfaccettature. Evidentemente il buon Giuliano pensava di esser capitato nel classico salotto rosso della miglior TeleKabul perché, in pochi minuti, è andato su tutte le furie per una semplice domanda di Bernardini.

Citando una puntata di Qui Radio Londra in cui Ferrara sosteneva che il Cav dovrebbe scusarsi e poi contrattaccare, il conduttore chiede al giornalista se ‘televisivamente parlando’ le scuse di Berlusconi potrebbero svolgersi in maniera simile al recente intervento di Strauss Khan nei tg francesi. Non l’avesse mai detto. Ferrara è partito alla carica con una climax, nei toni e nelle parole, che ha toccato le cime tempestose di assurdi improperi nei confronti di un atterrito Bernardini e dei collaboratori in studio che, con inappuntabile stile, hanno incassato senza urlare. “Vergognatevi di aver messo sotto paragone B. e DSK, è chiaro?”, sbotta Ferrara. “Moralisti dei miei stivali”. “Parliamo di un paragone sul piano televisivo”, risponde inutilmente Bernardini.

“Dovete vergognarvene in nome della cameriera del Sofitel”, alza la voce Giuliano, “e non parlate più di questa cosa in mia presenza”, e giù altre urla. Per poi concludere con un insolito augurio al mansueto Bernardini: “spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana”. Un Ferrara fuori di sè, lontano dal tema della discussione (che appunto era televisivo, non politico) e gratuitamente aggressivo, ha ringhiato davanti ad una banale domanda ‘tecnica’ inerente al linguaggio tv. Qualche ora dopo, sopiti i bollenti spiriti, ribadisce il concetto in un editoriale pubblicato sul sito web del proprio quotidiano, senza però dar conto della domanda tecnico-televisiva di Bernardini, soffermandosi invece sulla questione politico-moralistica da lui montata e in realtà inesistente. Non a caso sono alcuni suoi lettori a farglielo notare sulla pagina Facebook del Foglio.

L’impressione che si ha, osservando la trasmissione di sabato e i comportamenti del direttore, è che il ruolo di ‘avvocato difensore’ cominci inconsciamente a star stretto anche a lui che in passato si è giustamente schierato contro beceri moralismi politici, invitando sempre ad una riflessione intellettualmente onesta. In questo caso però, sembra che il buon Ferrara accusi una sindrome di accerchiamento e abbia esaurito le cartucce per scudare in ogni modo quel presidente del Consiglio che “nelle sue feste esercita il ruolo di giocoliere galante”. E che ora gli fa vedere nemici moralisti anche dove, in realtà, ci sono degli innocui interlocutori.

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