Tasse: pubblicità regresso

By Redazione

settembre 23, 2011 politica

Confcontribuenti contro Agenzia delle entrate, primo round. L’associazione dei taxpayer italiani non ha gradito gli spot istituzionali dei segugi di Attilio Befera, del ministero dell’Economia e della presidenza del Consiglio che paragonano gli evasori fiscali ai parassiti. Mentre il governo in cerca di gettito inasprisce ancora la lotta all’evasione, condotta tra l’altro con metodi spesso non ortodossi, e mentre varie trasmissioni di approfondimento riscoprono casualmente l’interesse verso il fenomeno, rinnovare in Tv lo stigma sociale – con il condimento di un poco velato invito alla delazione – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ebbene, secondo Confcontibuenti quella trasmessa dalla Rai è pubblicità ingannevole e per questo si è rivolta all’Agcom. Spiega Diego Menegon, responsabile per gli affari legislativi di Confcontribuenti che “nello spot si afferma che ‘Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. In servizi.’. Ciò non risponde al vero. E’ la maggioranza parlamentare eletta coi voti di una parte minoritaria del paese a decidere chi può attingere alle risorse raccolte attraverso l’imposizione fiscale”.  E ancora, prosegue Menegon,  si sostiene “che se tutti pagano le tasse ‘i servizi sono più efficienti’, quando conosciamo tutti gli sprechi della gestione pubblica. Negli ultimi 50 anni, lo stato ha raddoppiato la spesa e la pressione fiscale e il risultato è un paese che non cresce, più povero, schiacciato dalla spesa pubblica e dal debito creato da un apparato pubblico sprecone”. E che ne diciamo dei parassiti? Si tratta, aggiunge di “un’etichetta che potrebbe meglio attagliarsi a quanti approfittano dell’onnipresenza del settore pubblico per insediarsi in posizioni di rendita interne all’apparato pubblico, sostentandosi delle risorse che i privati cittadini sono tenuti coattivamente a versare attraverso l’imposizione fiscale, al riparo dai segnali di prezzo che un mercato libero della domanda e dell’offerta altrimenti garantirebbe”.

Come dire, in pratica, che tutti dovremmo considerare un investimento il nostro pagare l’esistenza degli enti inutili, un sistema pensionistico insostenibilmente redistributivo, esenzioni fiscali a questo e a quello o il sostentamento della Casta politica con i suoi mille tentacoli. Un bel paradosso. Nei prossimi giorni, comunque, l’Agcom dovrà avviare l’istruttoria e a darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate e al Ministero dell’economia e delle finanze, chiamati a difendersi. Con tutta probabilità la vicenda finirà in nulla: ma forse ci sarà, se non altro, da divertirsi.

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