Le note finali

By Redazione

settembre 23, 2011 politica

Suona l’ultimo giro di DO, al piano il fido maestro Mariano, il panama bianco poggiato davanti allo spartito, il bicchiere vuoto, ricordo di un buon whiskey con ghiaccio, gli occhi sognanti a scrutare le magie della notte, la sala vuota, il pubblico è già a casa. Le ultime note, le finali, per il nostro chansonnier, il più illustre, lo chiamano Silvio, gli amici, Caimano, Nanni Moretti, B, i colleghi del Fatto Quotidiano. Non sparate sul pianista, ok , ma dalli al cantante!

Centomila intercettazioni, minacce di accompagnamento coatto, Bossi che annuncia la secessione, Standard & Poor’s che declassa il rating italiano e il Milan che perde, di brutto, con il Napoli, fuori piove, non può nemmeno dire…Governo ladro…”Suonala ancora Mariano…suonala ancora…” e con le note di sottofondo la mente vaga, lontano dal frastuono del Parlamento, del bailamme mediatico causato dal presunto tentativo di estorsione da parte di Tarantini, dalle invettive della Marcegaglia.

Ci mancava lei e Confindustria a complicare il già difficile momento dell’Esecutivo, che va sotto in Parlamento per ben cinque volte di fila. Che fare? Resistere e continuare con la solita musica o cambiare suonatori e spartiti, sperando che il pubblico non fischi, che la critica non stronchi lo spettacolo. Oppure abbandonare le scene, lasciando il palco alle nuove proposte, un po’ come i grandi artisti, Mina, Battisti, Vasco Rossi. Si dice che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, la posta in palio è davvero alta: il futuro dell’Italia. Si rischia di passare alla storia si, ma non nel verso sperato. Ultime righe di partitura, le mani del maestro cominciano a tentennare, magari non le ha pulite bene e non scorrono sui tasti, magari è segno della decisione da prendere.  Su il bavero della giacca, magari mettendo una pashmina a proteggere la gola, si può sempre cantare a casa per gli amici e per i nipoti.

Passano davanti agli occhi i momenti migliori, dagli spettacoli sulle navi, alla discesa in campo con Forza Italia, il primo Governo. Ronzano nelle orecchie le proteste dei no TAV, il chiacchiericcio delle aule giudiziarie di Milano per il Processo Mills, niente musica, solo rumore. Ci vuole coraggio a mollare, specie quando c’è ancora molto da fare, ma proprio come Gasperini, il panettone stavolta è a rischio sì, ma per tutti gli italiani. Forza e coraggio, schiariamo la voce e poi via, sulle note finali, senza ripensamenti, lasciando che il popolo faccia le sue scelte, magari abolendo il porcellum, mandando i propri beniamini sul palco del teatro Ariston del Parlamento. Via dunque, magari sulle note di una canzone di Aznavour, a bordo della fedele berlina tedesca blindata, verso nuovi percorsi musicali.

Da Giustizia Giusta

 

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