Cattolici a spasso

By Redazione

settembre 23, 2011 politica

C’è chi vuole “andare a vivere da solo” e chi opta per un appartamento più largo in cui trasferirsi in massa e condividere la vita domestica. Del resto i cattolici cercano casa, lo fanno da mesi e ora, con il trambusto politico-mediatico delle ultime settimane, intensificano l’indagine sotto la lente dell’opinione pubblica. Non è un mistero che, nonostante le difese d’ufficio dei Lupi di turno, buona parte del mondo cristiano abbia abbandonato Berlusconi. Così come non è un mistero che le varie anime del cattolicesimo sociale abbiano aperto da tempo un dibattito circa le prospettive di un nuovo impegno in politica per il dopo-B. “E’ il fermento – scrive Massimo Franco sul Corriere – di chi scruta le crepe nell’iceberg del berlusconismo e cerca di calcolare le accelerazioni che il disgelo potrebbe provocare”.

“Oggi non è più tempo per i leader demiurgi”, s’era detto al Meeting di Rimini sul finire di agosto, quasi a inaugurare quella stagione di incontri, seminari e tavole rotonde apertasi a settembre. Uno su tutti in cartello di associazioni della galassia cattolica – Cisl, Acli, Compagnia delle Opere, Confcooperative – che ha presentato un ‘manifesto per la buona politica’, mentre tra Vaticano e Cei si consumava uno strappo sulla road map della politica d’Oltretevere. Se infatti Bertone tifa per un nuovo partito che riunisca i cattolici, la conferenza dei vescovi sembra orientata verso un protagonismo diffuso dei cristiani nel mondo della politica.

Per maggiori informazioni si attende ottobre quando alcune associazioni cattoliche (tra cui le sopra citate) saranno al cospetto del cardinal Bagnasco in un incontro a porte chiuse nello scenario di un’abbazia umbra. Nel frattempo la questione è oggetto di dibattito serrato nei palazzi della politica e nelle redazioni dei giornali. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha schierato le sue firme migliori per tracciare diversi scenari tra cui quello di Dario Antiseri e di Galli Della Loggia. Secondo quest’ultimo la destra “è il solo luogo possibile dello schieramento politico” per un eventuale partito cattolico. Dalle colonne dell’Unità Chiara Geloni, direttrice di YouDem – web tv del Pd -, risponde a tono e spiega perché “non è a destra il posto dei cattolici”, suggerendo una terza via: “il pluralismo delle scelte politiche dei laici cristiani”.

Resta il fatto che lo scacchiere politico attuale appare alquanto complesso e la collocazione dei cattolici 2.0 tutt’altro che scontata. Appurato che il centro di Casini sta stretto a molti, e ultimamente è riuscito a rappresentare solo una fetta marginale dei cattolici d’Italia, il Pd bersaniano ha rotto gli indugi a Vasto riproponendo il nuovo Ulivo con Vendola e Di Pietro. Quanto basta per giocarsi il sostegno cattolico, in primis quello dei democratici Fioroni e Follini pronti allo scisma. A loro si aggiunge Pierferdinando Casini, impermeabile “alla politica della nostalgia” e deciso a ripudiare la stagione dell’Ulivo in quanto “è fallita”. Eccoci allora al leader centrista che gioca ancora una volta il ruolo di grande corteggiato nella galassia pidiellina dove decine di cattolici auspicano un suo riavvicinamento e un maggior peso della componente cristiano-moderata all’interno del partito azzurro.

Ne è convinto Maurizio Lupi e lo sostiene anche Franco Frattini che spinge sul tasto, peraltro già cliccatissimo, del modello Ppe dove Pdl e Udc camminano insieme da diversi anni. L’asse decisivo per il matrimonio con Casini potrebbe però passare per il tandem Alfano-Formigoni. Il segretario del Pdl ha recentemente chiuso le porte a larghe intese casiniane nel corso di questa legislatura, ma sin dal suo insediamento si è proposto quale pontiere con i centristi per eventuali soluzioni future. Formigoni, che lascerebbe volentieri il Pirellone per la politica nazionale, è più che possibilista: “Io e Alfano siamo d’accordo sulla necessità di avviare una costituente di centro che superi i confini dell’attuale Pdl e sono anche convinto che sull’altare di questo obiettivo si possa persino sacrificare il nome stesso del Pdl”.

Resta ora da capire quali saranno le mosse del leader centrista che, in base agli sviluppi della situazione politica italiana, dovrà tracciare la linea del suo partito senza dimenticare lo scheletro ingombrante di Terzo Polo ormai entità astratta accompagnata da soli punti interrogativi. Resta pure da capire cosa decideranno i cattolici che vivono nella società civile, lontani anni luce dai giochi di Palazzo, dalle cooptazioni a tavolino e dagli incontri vellutati nelle stanze dei bottoni. Ai cattolici (e a tutti i cittadini di buona volontà) non resta che affidarsi alle parole del Papa recapitate un paio di giorni fa a Giorgio Napolitano. “Mi è gradito indirizzare a lei signor presidente e all’intero popolo italiano l’espressione del mio cordiale saluto che accompagno con l’auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia”.

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