Berlusconi contrattacchi

By Redazione

settembre 22, 2011 politica

La manovra di Giuliano Amato del 1992, quella che viene conosciuta come la madre di tutte le manovre “lacrime e sangue” e considerata un modello ineguagliato di rigore e di serietà, fu di novantamila miliardi. Servì a tappare una parte del buco che era stato realizzato negli anni del consociativismo e della finanza allegra del pentapartito per consentire agli uomini dello stato burocratico-assistenzialista di continuare a sprecare senza scrupoli di sorta. Le due manovre che il governo Berlusconi ha realizzato nel corso dell’estate per fronteggiare l’emergenza crescente della crisi finanziaria internazionale e le conseguenti offensive speculative hanno toccato congiuntamente i 70 miliardi di euro, cioè i 140 mila miliardi di vecchie lire. Tutto questo è avvenuto senza rapine sui conti correnti degli italiani o patrimoniali depressive ma con un modesto aumento della pressione fiscale e con una serie di misure che, come l’aumento di un punto dell’Iva, non sono destinate a provocare sconvolgimenti epocali.

Tant’è che, anche per la responsabilità manifestata da alcune importanti confederazioni sindacali e dall’intero mondo del lavoro, la situazione sociale del paese continua ad essere tranquilla e non segnata da tensioni esasperate. Standard & Poor’s declassa la nostra economia sostenendo che il governo è debole ed il paese caratterizzato da resistenze corporative che impediscono le riforme? La risposta può essere una sola. Dimostrare concretamente che il governo è solido ed è in grado di compiere riforme con il consenso ed il sostegno delle forze politiche e sociali responsabili. Ci sono le condizioni per compiere questa operazione oppure hanno ragione quanti sostengono, dalla Marcegaglia alle forze dell’opposizione, che l’unica strada per un governo solido e le riforme è quella dell’apertura della crisi dell’attuale governo e del rinvio delle riforme a dopo o la formazione di un esecutivo tecnico e debole di natura o a dopo il ricorso alle elezioni anticipate? La risposta è proprio nelle due manovre da 70 miliardi di euro (140 mila miliardi di lire) realizzate fino ad ora da parte di un governo che avrà pure un Premier accerchiato da inchieste giudiziarie strumentali (il caso Napoli e quello di Milano sono fin troppo illuminanti) ma ottiene una fiducia dopo un’altra dal Parlamento e non ha alcuna serie alternativa all’orizzonte.

L’attuale governo, proprio ora che la natura strumentale dell’assedio giudiziario è stata dimostrata fin troppo clamorosamente, ha le carte in regola per aggiungere alle due manovre precedenti una terza manovra di 15 o 20 miliardi di euro fatta non sulla base di nuove tasse ma attraverso la sola vendita di una minima parte del patrimonio dello stato (caserme dismesse, edifici pubblici in eccedenza di enti locali, parti inutilizzate del demanio, ecc.). Contemporaneamente può varare una serie di iniziative concrete per la crescita e quelle riforme indispensabili per l’eliminazione almeno di una parte delle cause che provocano l’aumento sempre più incontrollato della spesa pubblica. Non si tratta di un programma impossibile. Anzi, un governo che ha avuto la capacità di battere il record di Amato senza rapine di sorta può tranquillamente riuscire nell’impresa.

Ma per farlo deve avere la forza di rialzare la testa, di reagire alle aggressioni, alle campagne scandalistiche, ai tentativi di liquidarlo con l’arma del dileggio per poi svendere ai soliti noti stranieri ed italiani i pezzi più pregiati dello stato. Deve, in sostanza, ritrovare l’orgoglio perduto e la voglia di battersi per un progetto di rinnovamento e di cambiamento del paese che era stato promesso ma che non è stato mai realizzato. Da Berlusconi, allora, ci si aspetta un colpo di reni. Come quello compiuto a Vicenza di fronte agli imprenditori della solita Confindustria sempre privilegiata ma sempre ostile… Insomma, Berlusconi faccia il Berlusconi! Perché questo non è il tempo del ritiro ma della lotta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *