Amnistia per tutti, non per Lui

By Redazione

settembre 20, 2011 politica

”Se il Parlamento decidesse per l’amnistia avremmo Tonino Di Pietro pronto a gridare che l’amnistia è per Berlusconi. Non gliene frega niente di milioni di persone che possono essere vittime di violenze di Stato. No, a lui quello che interessa è se riguarda Berlusconi. E’ questo il livello dell’intelligenza delle cose. Perciò io mi auguro che in Parlamento l’amnistia sia votata, e funzioni come traino della riforma della giustizia, non come atto di clemenza”.

Le parole testuali usate da Marco Pannella domenica durante la solita conversazione di due ore con Massimo Bordin sono state queste e rappresentano un vero e proprio atto di sfida in vista del dibattito che si aprirà oggi al Senato e  in seguito anche alla Camera dei deputati. Pannella ha deciso di ricominciare anche lo sciopero della sete, in aggiunta a quello della fame già in corso, e questo per sottolineare le parole pronunciate dal Capo dello Stato il 28 luglio scorso. Napolitano definì il problema carceri come una “situazione di emergenza ineludibile che ci umilia davanti all’ Europa”. Le forze partitocratiche adesso sono in tutt’altre faccende affaccendate: le opposizioni hanno aperto “la guerra santa” contro il Cav insieme ai sindacati e alla Confindustria. Figurarsi quindi quanto possa importare a un Bersani, a un Vendola, a un Casini o a un Fini della situazione dei detenuti in Italia. Inoltre c’è la certezza forcaiola della Lega Nord da una parte e dell’Italia dei valori dall’altra.

Il ministro Nitto Palma ha già fatto capire che non oserà pronunciare l’innominabile parola “amnistia” e punterà tutto su eufemismi come “decarcerizzazione” o “depenalizzazione” e magari prometterà che entro il 2013 saranno pronti 11 mila nuovi posti in nuovi penitenziari che però, come gli altri 40 rimasti a fare da cattedrali nel deserto, nessuno sarà in grado di mettere in funzione per mancanza cronica di fondi e di personale. Contro questo stato di cose e contro le eventuali “tricoteuses” che attaccheranno i radicali con slogan tipo  “con l’amnistia salvate il Cav dei festini con le escort”, Pannella, che non è un uomo che si nasconde dietro le schifezze e i compromessi della politica, ha già fornito una risposta da “guerra preventiva”: “Tanto meglio se se ne gioverà pure il Cav, sempre meglio delle ipotesi di salvacondotto che potevano andare bene per gli ex  regimi sudamericani, o per quelli dittatoriali del mondo arabo, ma non per l’Europa”.

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