Cassa integrazione e tasse

By Redazione

settembre 19, 2011 politica

Ciò che più colpisce dell’attuale momento politico non è la recrudescenza della persecuzione giudiziaria nei confronti di Silvio Berlusconi. Si sapeva fin dall’estate che a metà settembre sarebbe scattato l’assalto finale delle Procure contro il Cavaliere, che questo assalto avrebbe usato tutto i mezzi possibili ed impossibili, leciti ed illeciti e che si sarebbe sviluppato in maniera coordinata con la riedizione sul terreno politico-parlamentare della manovra fallita il 14 dicembre scorso. Non si poteva prevedere che la spallata politico-giudiziaria si sarebbe tenuta nel bel mezzo di un ennesimo attacco speculativo all’Italia e con l’euro sull’orlo del tracollo per le crescenti difficoltà dell’intera economia occidentale.

Ad agosto, quando era scattata la prima delle grandi ventate speculative sul nostro paese, si era ipotizzato che fosse intervenuto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul procuratore di Napoli Giandomenico Lepore per frenare un affondo dei magistrati della sua Procura sul Cavaliere che avrebbe potuto provocare la crisi di governo in piena estate. Ed ora si parla di un secondo intervento del capo dello Stato sempre allo scopo di frenare l’irruenza dei magistrati nel diffondere intercettazioni prive di valore giudiziario ma cariche di potenziale esplosivo di natura politica e di evitare una crisi al momento ancora priva di sbocchi. Ma, se ad agosto il presunto intervento del Quirinale è andato a buon fine, non sembra che lo stesso risultato sia stato conseguito adesso.

L’offensiva giudiziaria è partita, da Bari a Milano fino a Napoli. Ed anche se coincide con un momento di gravissima difficoltà per il paese, difficoltà destinata ad essere fatalmente aggravata da una eventuale crisi di governo non sembra destinata a subire freni di sorta. Tutto questo, però, era previsto e scontato. La magistratura irresponsabile e golpista è uno dei nodi più intricati del paese. Ed è chiaro che, presto o tardi, chiunque si trovi a governare l’Italia dovrà necessariamente sbrogliare la matassa rimettendo in riga una casta di privilegiati che tende ad utilizzare i codici come i colonnelli sudamericani usavano una volta i carri armati.

A stupire, poi, non è neppure il comportamento di una opposizione che non ha ancora costruito una alternativa credibile e possibile al centro destra ma tenta comunque la spallata pur sapendo di correre il rischio concreto di finire anch’essa nel baratro. Il vero e più profondo stupore, invece, è suscitato dalla Confindustria e dal suo Presidente Marcegaglia. Che si è schierata ormai dalla parte dell’opposizione e contro il governo. Ed attacca a testa bassa contestando la manovra appena approvata dal Parlamento e sostenendo che in questo modo la pressione fiscale ha battuto tutto i record negativi del passato. Questo significa che la Marcegaglia è scesa nel campo della politica anche lei e pensa che solo togliendo di mezzo Berlusconi e spianando la strada ad un governo tecnico si possano creare le condizioni per una sua futura collocazione ai vertici istituzionali del paese? Se così fosse non ci sarebbe nulla da ridire.

Marcegaglia è libera di puntare al futuro che preferisce e mettersi in concorrenza con il suo predecessore Luca Cordero di Montezemolo nella lista degli aspiranti salvatori della patria. Ma se lo vuole fare lo faccia almeno scegliendo argomenti più convincenti della protesta per l’aumento delle tasse.

La signora, infatti, non è l’esponente di una associazione no-profit, ma della Confindustria. Cioè l’associazione che da sempre nel nostro paese segue la regola cara all’avvocato Gianni Agnelli della socializzazione delle perdite e della privatizzazione dei profitti, l’associazione dell’industria assistita, quella che negli ultimi due anni ha scaricato sullo stato i costi di centinaia di migliaia casse integrazioni o, nella incapacità di modificare i propri sistemi di produzione per rendere i propri prodotti competitivi, ha delocalizzato massicciamente depauperando l’economia nazionale.
Le tasse non piacciono a nessuno! Ma è irritante che a dirlo siano quelli che le hanno fatte aumentare per salvaguardare i propri interessi! Se questi sono i salvatori lasciateci affondare da soli!

(da “L’Opinione “)

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