Onorevoli, ma lo volete ascoltare?

By Redazione

settembre 16, 2011 politica

“Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”. Così lo scorso luglio il Presidente della Repubblica sulla più irresponsabilmente trascurata delle emergenze nazionali: la in-giustizia del sistema giudiziario e penale italiano. Dopo la lotta non-violenta di Marco Pannella, Rita Bernardini, di migliaia tra avvocati, agenti di polizia penitenziaria ma anche funzionari e dirigenti degli istituti di pena, uno ‘spiraglio’ di luce nel buio dell’indifferenza politica e dell’atarassia istituzionale si apre, dopo le impegnative parole del Presidente Napolitano, grazie alla disponibilità di un gruppo trasversale di parlamentari e senatori a richiedere una convocazione straordinaria del Parlamento per affrontare l’emergenza. Sono passati quasi due mesi. Non se ne ancora fatto nulla.

Intanto la giustizia irrompe puntuale nelle Aule parlamentari, riunite nuovamente al rientro dalla pausa estiva. Irrompe con la richiesta – respinta – di autorizzazione all’arresto per il deputato Marco Milanese, la cui vicenda è nota. La commissione parlamentare per le autorizzazioni a procedere deve limitarsi a valutare l’eventuale sussistenza di ‘fumus peresecutionis’ da parte dell’autorità inquirente. Nel dibattito che ha accompagnato il voto, invece, si è sostanzialmente entrati nel merito della liceità della richiesta d’arresto, sostenendo da parte di alcuni l’inadeguatezza di una misura estrema, come la riduzione della libertà di un cittadino, al momento solo indagato. Quegli ‘alcuni’ sono i medesimi che nulla di costituzionalmente sconveniente riscontrano nella riduzione della libertà di quella migliaia di altri cittadini, non gravati dall’onere della rappresentanza parlamentare, che, sebbene solo indagati anch’essi, popolano stabilmente le patrie galere. Quegli ‘alcuni’ sono i medesimi che lasciano scioperare Pannella e chi con lui lotta per la salvezza della legalità costituzionale, salvo poi vedersi folgorati dalla cruciale drammaticità della questione, quando la questione, in un modo o nell’altro, irrompe nella propria sfera personale.

A questi ‘alcuni’ andrebbe posta una domanda: il Presidente della Repubblica vi ha mandato un messaggio inequivocabilmente chiaro, e lo ha fatto due mesi fa. Che aspettate ad ascoltarlo?

da Processo Mediatico

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