Obama affonda Weprin a New York

By Redazione

settembre 14, 2011 Esteri

Bob Turner, repubblicano, batte il suo avversario democratico Dave Weprin. E porta così in dote al Gop un seggio che non andava all’Elefante dal 1920. E’ accaduto a New York, special election di martedì 13 settembre.

Il posto era rimasto vacante dopo le dimissioni a giugno del democratico Anthony Weiner, inguaiato da uno scandalo sessuale su Twitter, su cui l’ex astro nascente dei Dem, sposato, mostrava foto esplicite a donne conosciute sul social network. Un risultato importante quello repubblicano, perché Brooklyn e i Queens sono da decenni un bastione democratico popolato da ebrei ortodossi. Sul ring salivano Turner, cattolico e Weprin, ebreo ortodosso, inizialmente apparso il candidato ideale in un distretto come il nono. Ma il suo coinvolgimento nelle dispute newyorkesi sulla moschea di Ground Zero, la posizione favorevole ai matrimoni gay e al ritorno di Israele nei confini pre-1967, gli sono costati la perdita del supporto da parte della white upper-middle class ebrea.

La stessa stampa filo democratica statunitense sottolinea il legame tra la sconfitta dei democratici e le dichiarazioni obamiane su Israele, con il sostegno alla nascita di uno stato palestinese e in generale con il calo di consensi che la propria politica economica dai risultati non brillanti sta causando a Barack. Già, il Presidente. In quel distretto nel 2008 Obama batteva McCain di 11 punti: ma ora, secondo un sondaggio di Siena Poll uscito venerdì, nello stesso distretto Obama incassa solo il 43% delle preferenze degli elettori.

I quali, evidentemente, hanno accolto l’invito repubblicano di inviare un chiaro messaggio a Washington via New York. Stuart Rothenberg, analista indipendente, poco prima dell’appuntamento elettorale, parlava di Obama come di un “albatros sulla nuca di Weprin”. Spada di Damocle, diremmo noi. Che alla fine ha colpito. Dopo gli applausi per il predecessore George W Bush durante la commemorazione dell’11 settembre a Ground Zero, un altro brutto segnale per l’inquilino della Casa Bianca in vista delle presidenziali del prossimo anno.

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