Angela Merkele

By Redazione

settembre 13, 2011 Esteri

“La Germania non si ritiene responsabile delle violazioni dei diritti umani compiute dal Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale e quindi considera le richieste di pagamenti di danni avanzate dagli italiani una violazione della sua sovranità nazionale.” L’ardita tesi avanzata ieri a Bruxelles dall’avvocato dello stato scelto dal governo tedesco per resistere, resistere, resistere contro la terribile pretesa italiana, descrive da sola, nella sua ridicola paradossalità, cosa sia diventata oggi l’Europa dei ventisette.

La causa è stata intentata dalla Germania contro l’Italia, e non viceversa come si sarebbe portati a credere, per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti, ordinato a Berlino da una sentenza della Cassazione. Le tesi tedesche sono state illustrate in aula dal rappresentante tedesco Suzanne Wasum-Rainer. Domani tocca all’avvocato dello stato italiano.

Chiunque può fare questo paragone: agli italiani è stato chiesto ripetutamente di riparare ai danni del colonialismo, pre-fascista, della campagna di Libia, e giustamente, ma ai tedeschi non si può chiedere di pagare i danni per quelle persone italiane, ebrei in grande, anzi stragrande, maggioranza, che sono sopravvissuti, quando lo sono, alla furia tedesca. La Merkel, che con questa mossa dimostra di essere una miope affossatrice del sogno europeo per motivi di bottega elettorale (che neanche la Lega Nord italiana coltiverebbe con tanto cinismo).

Adesso che anche dalle parti di Bonn, Berlino e Francoforte si viaggia a crescita sotto zero, anche quando sono in ballo i diritti tutelati dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja, si va “a la guerre comme a la guerre”. Proprio come facevano i nonni nazisti che oggi si fa finta di non conoscere.

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