Anonymous: la videointervista

By Redazione

settembre 9, 2011 politica

Anonymous, chi sono? Cyber-criminali, terroristi del web oppure attivisti per le libertà di Internet? Loro vogliono una rete libera, che non sia succube di verifiche o censure. Una rete dove reperire informazioni senza pagarle. Loro vogliono connessioni veloci, e possibilmente gratuite per tutti. Vogliono che la gente sappia quello che fa quando naviga in Internet e vogliono che su Internet venga reso pubblico tutto quello che la gente ha il diritto di sapere. Eppure per via delle loro azioni eclatanti, spesso oltre i limiti della legalità, per qualcuno sarebbero i “cattivi”.

Ne abbiamo parlato direttamente con uno dei cinque Anonymous italiani ancora attivi dopo i recenti arresti. Lo chiameremo Oudeis, come il “Nessuno” di Ulisse, perché in questo delicato frangente per lui è rischioso utilizzare persino uno dei suoi nickname abituali. Lui è uno degli anonimi attivisti del web che sabato scorso ha “bucato” il sito web di un gruppo bancario italiano in un’azione dimostrativa volta a portare all’attenzione dell’opinione pubblica le falle dei sistemi di websecurity: «È assurdo che le informazioni sensibili di un istituto di credito possano essere prelevate nel giro di un quarto d’ora». Ed è così che Oudeis racconta in esclusiva ad Atreju 2011, festa nazionale della Giovane Italia, la sua esperienza all’interno del movimento Anonymous.

Oudeis, cosa significa essere un Anonymous?

Anonymous è un gruppo nato su Internet, ma non solo, intorno al 2003. Si è sviluppato attraverso la rete, e a tutt’oggi è un gruppo senza leader, che si definisce “hacktivista”, cioè che combatte in rete per i diritti digitali e non solo. Anonymous non ha idee o fini politici: l’unico scopo è quello di riuscire ad essere un gruppo democratico e che riesca a portare delle idee giuste non solo attraverso la rete ma anche nelle strade, come sta avvenendo negli ultimi tempi a san Francisco.

I media spesso vi accusano di essere “cyber-terroristi”, criminali. Come rispondi a queste accuse?

Beh, queste accuse sono state fatte per il semplice motivo degli attacchi a siti istituzionali o grandi aziende. La risposta che, personalmente, posso dare è che questi attacchi possono danneggiare solamente chi ha già fatto precedentemente qualcosa che, secondo noi, è sbagliato. Per esempio, le grandi aziende che rubano milioni di euro a fondi pubblici, così com’è stato scoperto in Brasile con gli ultimi “rilasci”. Credo che, più che criminali, siamo solamente delle persone che vogliono lasciare un’impronta su quello che accade realmente.

Anonymous dice di battersi per le libertà della rete, per un Internet gratis e per tutti. Pensi che in Italia il diritto di accesso alla rete sia pienamente realizzato?

Anonymous si batte da molto tempo, anche in Italia, per i diritti che vengono negati nella rete. Soprattutto per quanto avvenuto nel caso di “The Pirate Bay”, la “Baia dei Pirati”, un sito di P2P cui si poteva accedere per scaricare libri, documenti, film, musica, che purtroppo è stato oscurato dall’Agcom a seguito di una, diciamo, negazione di accesso dall’Italia. Ultimamente Anonymous si sta battendo contro Agcom, perché dalle ultime notizie che trapelano in rete si sta per preparare un’azione per chiudere migliaia di siti web. Secondo noi questo non deve succedere, perché la rete nasce libera e libera deve rimanere.

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