Sì al referendum

By Redazione

settembre 7, 2011 politica

Il referendum ha questo di bello: annulla in un sol colpo tutti i bizantinismi in cui si crogiola la politica italiana. Quelle formulette retoriche da due soldi, quell’ignavia scambiata per grande saggezza, col referendum vengono spazzate via in un solo colpo: volete tenere l’attuale legge elettorale detta “porcellum” o volete cambiarla radicalmente tornando al “mattarellum”? Volete continuare a riempire il Parlamento con un mucchio di sconosciuti nominati dai caporali dei partiti romani o volete tornare nei collegi a sceglierveli voi, i vostri rappresentanti in Parlamento?

Chi non firmerà e sosterrà il referendum anti-porcellum lo farà soltanto perché il porcellum gli piace. Sublima, il porcellum, l’ostilità del vecchio e nuovo ceto politico verso i cittadini italiani, quel popolo che viene considerato inadeguato a scegliersi da sé i propri governanti. Chi non firmerà e sosterrà il referendum anti-porcellum lo farà in modo interessato, perché crede nelle logiche del correntismo feudale che oggi impera nei partiti italiani. Chi non firmerà e sosterrà il referendum anti-porcellum lo farà in ragione di una visione del futuro dell’Italia legata ai peggiori vizi della prima e della seconda repubblica.

Vale per tutti. Per il centrodestra e per il peggiore governo dell’Italia repubblicana, quello in carica, i cui sostenitori non firmeranno e sosterranno il referendum perché il mattarellum non avrebbe mai fatto nascere un esecutivo dilettantesco, opaco e inebetito, come quello in carica. Ma vale anche per il centrosinistra e per il Pd in particolare, che si è infilato nella grottesca situazione per cui se le firme ci saranno, sarà merito di tanti; se non ci saranno, sarà colpa solo sua. Ci voleva del genio politico per infilarsi in una situazione del genere. Quel genio politico che non difetta dalla parti del Nazareno.

Il referendum c’è: ci sono i banchetti di raccolta, dentro e fuori le feste del Pd, si può firmare nel proprio comune di residenza (e nei municipi della grandi città). Il referendum c’è e sarà un bene per l’Italia se le 500mila firme arriveranno e la consultazione referendaria avrà luogo l’anno prossimo in primavera. Sarà un bene per tanti motivi. Anzitutto perché il porcellum è una vergogna nazionale e va cambiato in ogni modo. Ma anche perché il governo e la maggioranza non potranno mai reggere una campagna elettorale guidata da un centrosinistra che stenderebbe, con una sola sberla referendaria, quello che di Berlusconi & C. sarà ancora in piedi dopo questi mesi nefandi per l’Italia. Ammesso che nel centrosinistra (e nel Pd), al netto di tutte le differenze tra le varie anime, ci sia davvero quella gran voglia, che tanto si sbandiera in ogni dove, di riprendersi in mano la guida del Paese.

(da QDR Magazine)

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