Salvate il soldato Tremonti

By Redazione

luglio 29, 2011 politica

“Chi fa il ministro ha il dovere di rispondere alle domande che gli vengono rivolte”, così Giulio Tremonti chiude la lettera inviata in tutta fretta al Corriere della Sera per fugare i  forti dubbi che Sergio Romano aveva avanzato da Via Solferino circa le recenti vicende giudiziarie che coinvolgono da vicino l’inquilino di Via XX Settembre e dell’arcinoto appartamento di via Campo Marzio.

Il superministro dell’Economia rompe il silenzio, dopo settimane di no comment e parole misurate col contagocce, tra imbarazzi e musi lunghi nei corridoi di Montecitorio. A pochi giorni dalle ferie, con la Casta pronta a fare le valigie, Giulio ha deciso di sferrare la sua autodifesa anche davanti alle telecamere di Uno Mattina su Rai1. “Non ho bisogno di rubare agli italiani, prima di fare il ministro dichiaravo al fisco 10 miliardi di vecchie lire all’anno”, chiaro? Allontanato per l’ennesima volta lo spettro delle dimissioni (“Tremonti minaccia di dimettersi almeno una volta alla settimana, ricorda Sallusti), ora Governo e maggioranza contano fino a dieci prima di criticarlo e si rivolgono a lui con la consapevolezza che “se Giulio non regge, rischiamo tutti”.

Il momento è di quelli cruciali per la tenuta dei conti e dell’esecutivo: siamo arrivati al punto in cui la maggioranza prova a fare quadrato come non mai intorno al ministro che, negli ultimi mesi, si era beccato le bordate quotidiane di colleghi pidiellini e giornali amici. Ora invece fanno tutti un passo indietro e Umberto Bossi sembra tornare il sodale dei tempi migliori quando difende a spada tratta l’amico Tremonti. “E’ uno che controlla che non crolli il soffitto della casa e non si è accorto di una buccia di banana”, parola del Senatùr.

E’ il momento di stringersi intorno al Governo che, ironia della sorte, vanta due nuovi ministri ma esibisce una zoppia sempre più evidente davanti alle vicende economico-giudiziarie di giugno e luglio. E proprio in questi giorni di estate dai contorni autunnali giunge la difesa pro-Tremonti che non ti aspetti, la leggi sotto l’ombrellone e sussulti. E’ quella di Alessandro Sallusti sul Giornale. “Teniamoci stretto Tremonti”, scrive la penna di casa Berlusconi, in passato molto critica verso l’inquilino di via XX Settembre, “ha contribuito insieme al premier a salvare il paese dalla crisi economica”.

La parola d’ordine è tirare avanti senza lasciar per strada nessun ferito, nè tantomeno una vittima eccellente come Tremonti perché, ricorda Salvatore Merlo sul Foglio, “un sostituto al ministero dell’Economia ancora non c’è”, senza considerare i rischi di un “eventuale passaggio di consegne in un contesto di crisi economica e di assalto speculativo in Borsa”.  D’Altronde il Giulio di via XX Settembre non può più giocare al primo della classe ora che le contingenze giudiziarie e la solitudine politica lo assalgono al collo. “Tremonti – insiste Merlo – adesso è un prigioniero, azzoppato per esser tenuto, non per essere cacciato”. Quale notizia migliore per il Cav e il Governo?

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