L’Anp abolisce il delitto d’onore

By Redazione

luglio 26, 2011 Esteri

In Italia il “delitto d’onore” fu abolito il 5 agosto 1981 dalla legge 442. Da poche settimane una simile legge, che considera omicidio volontario l’uxoricidio o l’ammazzamento di consanguinei per motivi di quel tipo, esiste anche nei Territori palestinesi della West Bank. Mentre a Gaza con i barbuti di Hamas tutto procede come prima. Come ai tempi in cui l’articolo 587 del codice penale italiano testualmente recitava: “chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.” A dire il vero nella maggior parte dei paesi arabo-islamici neppure si finisce in carcere a tutt’oggi per simili evenienze, però i palestinesi del versante Anp – Olp sono sempre stati considerati dei laici.

In realtà già lo scorso 15 Maggio 2011, il  presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas aveva firmato un decreto presidenziale che emendava la legge per i delitti d’onore familiari. E in cui l’uccisione di donne nel caso di delitti d’onore familiari, d’ora in avanti sarebbe stata considerata un assassinio come tutti gli altri. Il parlamento però, dopo lunghe discussioni solo da poche  settimane ha convertito in legge il tutto e adesso si attendono le prime applicazioni pratiche della norma.

A onore del vero se questa norma è cambiata si deve più che altro alla stampa palestinese che ha risentito non poco dei fermenti della cosiddetta primavera araba. La firma di Abbas, sul decreto infatti è arrivata in seguito all’uccisione di Aya Al-Baradh’iya, una studentessa del villaggio di Surif nel governatorato di Hebron, da parte di suo zio e dei suoi amici . Tutto per il sospetto che avesse fatto l’amore con un giovane che aveva poi chiesto di sposarla. Il corpo di Aya, bendato e con le mani ed i piedi legati era stato scoperto in un pozzo il 7 Maggio 2011, circa un anno dopo la sua scomparsa. Poi suo zio ha confessato di averla uccisa. In quell’occasione su “al Ayyam”, quotidiano ufficiale dell’Anp, si era letto un editoriale con questo titolo: “Dobbiamo chiedere la pena di morte per gli assassini”. Invocazione che apre un altro fronte nella futura civilizzazione della società palestinese: l’abolizione della pena capitale.

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