Follia a Oslo

By Redazione

luglio 25, 2011 Esteri

Se Anders Behrin Breivik aveva sognato un quarto d’ora supplementare di macabra celebrità, magari trasformando l’udienza di convalida in una sorta di comizio proclama del proprio delirio nazista e integralista, le autorità norvegesi hanno giocato d’anticipo: l’udienza è stata tenuta a porte chiuse e sono trapelate solo le cose strettamente necessarie. Ad esempio che ha ammesso di aver compiuto gli attacchi di Oslo e Utoya ma si è rifiutato di dichiararsi colpevole durante l’udienza preliminare che si è svolta a Oslo. O che è stato incriminato per terrorismo. O che altre due cellule di terroristi  potrebbero averlo aiutato logisticamente A Breivik non è stato permesso di presentarsi in uniforme in tribunale, come invece aveva chiesto.

Cosa ha detto? “Di aver voluto lanciare un forte messaggio alla gente, di aver voluto salvare la Norvegia e l’Europa occidentale dal ‘marxismo culturale’ e di aver voluto “procurare perdite il più grave possibile al Partito Laburista”. In pratica quanto già divulgato su internet nel documento di 1500 pagine, una sorta di Mein Kampf dell’integralismo. Questo è quanto riferito dal giudice Kim Heger dopo l’udienza. La polizia ha chiesto una udienza a porte chiuse per evitare di offrire un palcoscenico mediatico all’uomo accusato della bomba a Oslo e della strage di Utoya. Quello che per puro formalismo la polizia norvegese continua a chiamare “il sospetto” resterà fino a 8 settimane in completo isolamento.

In base alla legislazione norvegese questo mass murderer rischia un massimo di 21 anni. E ieri sono giunte precisazioni in tal senso. La condanna massima a 21 anni di detenzione prevista dal codice penale della Norvegia – dove non esiste l’ergastolo – può essere infatti “in alcuni casi estesa una volta che il condannato abbia scontato per intero la sua pena”. A spiegarlo è stato il portavoce della polizia norvegese Henning Holtaas. Beh, forse questo è “uno dei casi”. Intanto i norvegesi, che a volte ci mettono del loro per trovarsi in situazioni imbarazzanti, hanno aperto un fronte di polemica con lo stato di Israele di cui hanno rifiutato l’aiuto e la solidarietà. Lo rivela una nota del minsitero degli esteri di Gerusalemme senza ulteriori commenti. In passato il governo di Oslo era stato l’unico in Europa a chiedere che Israele fosse bombardato per rappresaglia della guerra a Gaza.

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