Cavaliere, mi consenta…

By Redazione

luglio 24, 2011 politica

Gentile Cavaliere, abbia pazienza, ma abbia il coraggio di ammetterlo: anche stavolta è riuscito a vincere le elezioni, ma poi è stato costretto (Lei, ma non soltanto) a sottostare a soggetti come Fini, Bocchino, Bossi. Il primo lo ha sistemato alla Presidenza della Camera, il terzo è pure ministro (insieme ad altri gaglioffi di simil genere), sul secondo non vogliamo neppure logorare i tasti della nostra tastiera.

Gentile Cavaliere, ricorda il suo “mai più con la Lega” di diversi anni fa? La Lega è la stessa del cappio, del tradimento nei suoi confronti, ma oggi è quella del ministro che, sussurrando, fa sapere di essere favorevole ad un arresto ‘preventivo’, poi dice no alle manette prima della condanna, poi di nuovo sì alla carcerazione prima della sentenza, ed infine “sì all’arresto ma lasciando libertà di coscienza”. Roba che non si sente neppure in un’osteria nel corso di una festa di compleanno…

Eppure a questo lei, gentile Cavaliere, è stato costretto  ad abituarsi e, invece di costruire un movimento politico in grado di costituire un qualcosa di veramente liberale e riformista, si è ritrovato tra i piedi qualche Bocchino, un po’ di tipi Fini, un ministro in canottiera, uno Scilipoti (alla fine il meno peggio…) e qualche porta-acqua che ha fatto più danni che la grandine. Ci si ritrova, purtroppo, con un solo Alfano e con tanti (troppi) “nulla impersonificati”: capaci soltanto di alzare la mano al momento giusto (ma non sempre perché spesso ‘in bagno a far pipì’ o, altrettanto spesso, senza neppure essere in grado di capire i motivi di un voto). Non era forse più opportuno dare vita ad una grande area di centro-destra in grado di pensare, progettare e proporre, anziché capace soltanto di annuire? 

Eppure, gentile Cavaliere, lei è un grande imprenditore e, per dì più, uno dei pochi che paga una somma inverosimile in tasse allo Stato. Ecco, ciò premesso, metterebbe mai a capo di un ramo di una delle sue aziende un Bossi o un Fini dei nostri tempi? Eppure su simili soggetti ‘traballanti’ si è ostinato ad impostare il suo Esecutivo che, senza vere riforme o con praticamente nulla di liberale né di riformista, oggi traballa soprattutto a causa dei due sopracitati.

Gentile Cavaliere forse oggi, dopo aver visto l’onorevole Papa a Poggioreale e il senatore Tedesco a casa, si convinca: tutti a casa, elezioni anticipate (nell’opposto schieramento potrebbero schierare anche Leoluca Orlando a candidato premier per quanti potenziali leader annoverano da quelle parti) e liste composte da volenterosi e non da soli cortigiani. Se vincesse la consultazione elettorale, pensi lei gentile Cavaliere, per governare potrebbe fare a meno anche di Calderoli e Castelli: una doppia vittoria!

(da Giustizia Giusta)

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