“The most humble day in my life”

By Redazione

luglio 19, 2011 Esteri

“The most humble day in my life”. “E stato il giorno più umiliante della mia vita”. Fuori la polizia, quella stessa polizia in cui il caso “News of the world” ha provocato un terremoto che ieri ha raggiunto ufficialmente il premier David Cameron nel proprio viaggio di stato in Nigeria, faticava a tenere lontani i manifestanti dalla House of Commons. Dentro Rupert Murdoch iniziava a testimoniare insieme al figlio James, che spesso doveva intervenire per colmare i silenzi smarriti del padre, davanti al Committe della Commissione cultura. Che non ha poteri coercitivi e davanti al quale non si deve prestare giuramento. Ma si può perdere quel poco che resta della propria reputazione in casi come questo. Le domande dei commissari frastornano il “tycoon” che sta facendo la fine che molti vorrebbero per il  suo concorrente italiano Silvio Berlusconi.

Le voci di un cambio al vertice hanno paradossalmente fatto salire ieri le azioni in borsa a Londra del 4,5%. Ma al dunque le giustificazioni dello “squalo” ormai sdentato sono queste: “Ho 53 mila dipndenti, potevo anche non sapere”. E infatti Rupert dice di avere saputo delle voicemail hackerate ai genitori della ragazzina uccisa nel 2002 dai pedofili, quella che ha fatto scoppiare tutto il casino lo scorso 4 luglio, solo due settimane fa. Il figlio solo a settembre 2010 si è reso conto che nella precedente audizione del 2009, quando già era stato sentito al diffondersi delle prime voci sullo scandalo, aveva raccontato verità di comodo.

La moglie dello “squalo” era in aula a sentire le allusioni e i sarcasmi di tutti i commissari durante l’interrogatorio. La difesa disperata  si basa sulla chiusura di “Noftw” per la vergogna provata dopo il caso di Milly Owler. E ieri anche Cameron ha passato un brutto quarto d’ora dopo che Sir Paul Stephenson, dimissionario capo di Scotland Yard, ha dichiarato alla commissione che un funzionario di Downing Street gli aveva consigliato di non dire al primo che Scotland Yard aveva ingaggiato Neil Wallis come consulente per le comunicazioni. Wallis era un uomo di Murdoch come Andy Coulson che era diventato il portavoce di Cameron.

Le dichiarazioni di Stephenson hanno trovato eco in quelle  dell’assistente commissario John Yates che nella sua deposizione ha detto invece che nel settembre del 2010 Yates aveva offerto al capo dello staff di Downing Street Ed Llewellyn  una relazione sulle intercettazioni, ma che la sua offerta era stata respinta. Se non è il Watergate dei Tories ci manca veramente poco.

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