Addio allo Zio Remo

By Redazione

luglio 19, 2011 politica

Lo chiamavano tutti “Zio Remo”, dentro e fuori dall’Abruzzo, perché dava ascolto a tutti, anche a chi non era democristiano, e cercava di risolvere i problemi che gli si prospettavano. Riceveva anche sotto l’ombrellone, sulla spiaggia di un hotel di Vasto, dove andava in vacanza. Per lui le opposizioni coniarono il termine “Gasparismo”. E pensare che voleva fare solo l’avvocato; invece fu parlamentare per nove legislature (dal 1953 al 1992), molte volte sottosegretario e per ben sedici volte ministro (secondo solo ad Andreotti); fu segretario amministrativo e vicesegretario politico della Dc (rispettivamente con Fanfani e Zaccagnini) e nel 1992 il politico piu’ votato, con 88.221.

La carriera di Gaspari – nato il 10 luglio 1921 – parte da Gissi, piccolo Comune dell’entroterra Chietino, dove il giovane Remo inizia la professione di avvocato l’8 agosto 1944. Non passa molto tempo che alcuni compaesani un giorno vanno a trovarlo nel suo studio e lo pregano di voler ricoprire l’incarico di segretario di sezione della DC. Prima rifiuta, dicendo che non se la sente perche’ ha appena intrapreso una professione, ma un colloquio con il padre lo convince ad accettare: pochi giorni dopo, costituisce il nucleo della Dc che allora non c’era a Gissi, paese all’80% comunista.

Con la campagna elettorale del 1946 Gaspari diventa segretario Dc per la zona del Medio e alto Vastese. Nel 1948 fa una campagna elettorale snervante, che dimostra la sua tempra: 172 comizi per le stradine bianche e contorte della provincia di Chieti. Nel 1947 diventa assessore provinciale e nel 1952 sindaco di Gissi.

La sua popolarità e la sua abilità di oratore fanno capire ben presto agli esponenti della Dc che può andare ben oltre la guida di un paese: viene convinto a candidarsi al Parlamento, benché lui sia recalcitrante, e nel giugno 1953 entra alla Camera. Negli anni ’60 ricopre sette volte il ruolo di sottosegretario (Poste e Industria). Gaspari diventa per la prima volta ministro nel secondo Governo Rumor, ai Trasporti, poi per la riforma della Pubblica Amministrazione (tre volte: con Rumor, Colombo e Andreotti), alla Sanità, alle Poste e Telecomunicazioni, Rapporti con il Parlamento, Funzione Pubblica, Difesa, Protezione civile (con polemiche e successo per l’emergenza dell’alluvione in Valtellina), per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno; concluse la sua carriera ministeriale nei governi Andreotti VI e VII al dicastero della Funzione Pubblica.

Sul finire della carriera il suo nome fu accostato ad una vicenda di corruzione, dalla quale fu prosciolto in quanto agì come ministro: compare infatti assieme a quello di altri politici (Andreotti, Ciarrapico, Tanassi) per due voli con l’elicottero dei vigili del fuoco: uno sopra a Gissi e l’altro per arrivare in tempo ad una partita della Roma.

Il notevole contributo dato allo sviluppo dell’Abruzzo gli viene riconosciuto unanimemente da tutte le forze politiche, tanto da essere chiamato ‘zio Remo’. E’ lui stesso a dichiarare che, quando era al Governo, cercava di portare in Abruzzo tutte le industrie che gli capitassero a tiro, un atteggiamento che, ne era convinto, determinò la crescita di questa regione poi uscita dall’Obiettivo 1 dell’Ue.
Ritiratosi a vita privata a Gissi con la fine della cosiddetta “Prima Repubblica”, non si sottraeva a partecipare a iniziative politiche per dare il suo contributo. (Ansa)

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