Una poltrona per Rosella

By Redazione

luglio 18, 2011 politica

Da Trigoria al Campidoglio è un bel viaggio per chi è abituato a muoversi nella giungla delle strade capitoline. Parliamo di 17 chilometri e un percorso di mezz’ora (traffico permettendo) che passa per via Laurentina, la Colombo, le terme di Caracalla e Bocca della Verità. Con questo caldo, poi, il tragitto si arricchisce di stress e sudore. Ma Rosella Sensi se la caverà e anzi, sotto scorta dal 2008, potrà contare sull’auto di servizio per raggiungere il nuovo ufficio a due passi da Piazza Venezia dove è pronta ad assumere l’incarico di vicesindaco della Capitale.

Tutto è accaduto in poche ore: la sentenza del Tar che annullava la giunta capitolina per violazione del regolamento sulle quote rosa e il tempestivo intervento di Gianni Alemanno che è corso ai ripari annunciando il nuovo acquisto romano e romanista della primogenita di Franco Sensi. Classe 1971, una laurea alla Luiss e il sogno del giornalismo, Rosella si è trovata a gestire il club calcistico ereditato dal padre, insieme ad Italpetroli, holding di famiglia carica di debiti e vertenze con le banche.

Con la sua uscita dal c.d.a. di Trigoria, dove già banchettano i nuovi proprietari americani, si parlava di lei come di una “pensionata di lusso”, con in mano un pugno di immobili del valore di svariate decine di milioni di euro, ma non solo. Rosella, dal carattere decisamente meno fumantino rispetto al padre, può vantare un’agenda telefonica di grande levatura grazie ai rapporti intessuti con le alte sfere dello sport e della politica nei suoi anni al timone dell’As Roma che, ricordiamolo, è affare di cuore anche per tanti onorevoli: da Andreotti a D’Alema, passando per Cicchitto e Gasparri.

Sotterratta l’ascia di guerra contro le big del Nord, la figlia di papà Franco ha trovato in Adriano Galliani un ottimo amico e in Massimo Moratti un garbato interlocutore, con in più il supporto di Pippo Marra, presidente di Adnkronos,  sceso in campo per sostenerla a livello di comunicazione. Poi c’è il mondo della politica: agli atti diverse visite a Palazzo Chigi presso l’ufficio del sottosegretario Gianni Letta, amico della famiglia Sensi e più volte cercato per ottenere la sponda giusta nel duello Italpetroli-Unicredit. Ma anche a sinistra la Sensi ha riscosso successo dato che l’allora segretario del Pd Walter Veltroni voleva portarla in Parlamento nella lista democratica.

Oggi la sua nomina fa discutere e suscita dibattiti, sia negli ambienti della politica locale ma anche tra i tifosi, raccogliendo diversi attestati di scetticismo e perle di ironia. “Così – scrive un supporter sul web – i debiti del Comune di Roma spariranno, sarà una ‘gestione virtuosa’ e faremo dei bei colpi in uscita vendendo Colosseo e Fontana di Trevi”. Critiche serrate, qualcuna pure ingenerosa, ma tutte formulate con in mente il regno complesso e contestato che ha visto la Sensi dirigere incontrastata la scena di Trigoria dal 2008 a pochi mesi fa. Su Facebook è pure partito un un ‘web mob’ per dire no alla scalata della Sensi in Campidoglio, con il ritornello che è più meno il seguente: “la Sensi non ha esperienza politica, è un classico esempio di amicizie politiche che aprono la strada”.

“Ma perché non presidente della Repubblica?”, si chiede un altro tifoso, seguito a ruota da chi fornisce sarcastiche previsioni: “anche il Comune di Roma farà debiti con Unicredit che poi se lo comprerà”. Le critiche al vetriolo si riferiscono alla gestione finanziaria di un’As Roma che negli ultimi anni ha sofferto parecchio, come dimostrato anche dalla due diligence rammentata a fine aprile da un clamoroso articolo di Repubblica. Si parlava dei debiti milionari del club nei confronti della clinica Villa Stuart, delle decine di cause di lavoro intentate dagli ex calciatori romanisti, di svariate consulenze d’oro e dei giardinieri di Trigoria pagati 15mila euro al mese (neanche lavorassero in Parlamento).

Nonostante tutto, Rosella Sensi ha resistito alle critiche, si è presa i ringraziamenti e il commiato di una parte della tifoseria al termine del suo percorso e ora si appresta a rimettersi in gioco. Fallito l’ammaraggio alla presidenza della Lega Calcio dove l’amicizia di Galliani non è bastata a sponsorizzarla, è rimasta per pochi giorni con le mani in mano e oggi approda nel più importante consesso cittadino con la benedizione di Alemanno (e pochi altri). A lei spetterà l’onore e l’onere di smentire i tanti gufi (più romanisti che laziali) attualmente scettici sul riposizionamento della fu Rosella giallorossa.

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