La nuova guerra di David

By Redazione

luglio 18, 2011 Esteri

Cambio della guardia in Afghanistan: il generale David Petraeus, a capo delle forze Isaf nel Paese, ha ceduto il comando delle truppe alleate a John Allen, già suo collaboratore in passato. Il passaggio di consegne coincide con il trasferimento, avvenuto domenica, del controllo della provincia centrale di Bamiyan dalla coalizione multinazionale alle forze locali, primo passo del processo di transizione che dovrebbe concludersi nel 2014. Petraeus lascia l’Afghanistan dopo un anno alla guida dell’Isaf e subentrerà a Leon Panetta come direttore della Cia. Un passaggio – da Kabul a Langley – che rappresenta in modo plastico la nuova dottrina Usa, dalla logorante guerra sul terreno alla più agile tattica dell’antiterrorismo.

“Ci aspettano giorni duri”, ha avvertito il generale Allen, che proviene dalla Marina e in Iraq si distinse come architetto del “risveglio sunnita”, l’alleanza con i capo-tribù locali che condusse ad una svolta nella lotta ad al Qaeda. Ma anche in Afghanistan Allen ha promesso che, malgrado il progressivo ritiro dei soldati Usa (ne sono rientrati già 800), la campagna militare non perderà “slancio”. “Non mi faccio illusioni sulle sfide da affrontare”, ha chiarito Allen, che assume il comando delle truppe in una vera e propria settimana di sangue in Afghanistan, sconvolto dagli omicidi del fratellastro del presidente, Hamid Karzai, e di un suo strettissimo collaboratore; senza contare l’ attacco del mese scorso, da parte dei Talebani, contro l’Hotel “Intercontinental” di Kabul.

Ma il cambio della guardia nello scenario afghano è qualcosa di più di un semplice avvicendamento. Petraeus, che circa un anno fa aveva sostituito il predecessore Stanley McChrystal entrato in rotta di collisione con il presidente Barack Obama, mai ha nascosto la propria freddezza nei confronti del programma di ritiro. Il suo trasferimento segna però l’avvio di un mutamento a 180 gradi nella guerra al terrorismo, che sposterà il suo fulcro dal pantano del fronte militare alle sale comando dei droni e delle incursioni mirate.
Una nuova era che Petraeus ha già in parte inaugurato in territorio afghano, dando il via ad operazioni più sofisticate, come quelle condotte dai droni, nonché’ ad azioni – spionaggio, infiltrazioni, pedinamento degli insorti – che coinvolgono militari e 007. Proprio la necessità di un sempre più stretto coordinamento tra esercito e intelligence, anche in Pakistan e Yemen, avrebbe richiesto la presenza del “generalissimo” ai vertici della Cia, come 22esimo direttore.

Da qui Petraeus – già ideatore della teoria del surge – avrà il compito di archiviare l’era post-11 settembre, tracciando il profilo di una dottrina americana che i suoi collaboratori riassumono così: meno soldi spesi e più movimenti nell’ombra.

Pagherà? Chi può dirlo. Di certo c’è che un Petraeus così fortemente coinvolto nell’amministrazione Obama è un pericolo in meno per la già vacillante popolarità del Presidente americano. (Agi/Afp)

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