No a nuove IRI

By Redazione

luglio 12, 2011 politica

Se ne sono accorti in pochi, ma nell’intervista rilasciata ieri da Enrico Letta a Repubblica c’e’ un ambizioso disegno politico-economico: purtroppo, però, di precisa marca statalista, illiberale, antimercato.

Prima, a onor del vero, il dirigente del Pd fa un passaggio molto positivo, che lascia ben sperare,  sull’opportunità delle privatizzazioni. Poi però aggiunge: “Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte, il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall’altra parte l’Ans, l’Azienda nord servizi, grande come Eni e Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese”.

La seconda e’ una cattiva idea e basta; la prima e’ una cattiva idea neppure nuova, che risale ai tempi di Prodi e al progetto di una sorta di “rete delle reti”. Si tratta di progetti che andrebbero nella direzione opposta a quella necessaria: così il Pd abbandona qualunque velleita’ liberalizzatrice e di apertura del mercato, e immagina altri carrozzoni destinati a far crescere il peso della politica sull’economia, e – peggio ancora – il peso dell’economia di stato e di parastato a danno del mercato, della libera concorrenza tra soggetti privati.

Speravamo che la sinistra, tra tanti ritardi, avesse almeno compreso che allo stato non spetta il compito di essere protagonista dell’economia, ma al massimo soggetto di regolazione e controllo. Niente da fare: passano gli anni, ma si ripropone pari pari la logica di piccole e grandi “Iri”. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Daniele Capezzone
www.taccuinopolitico.it

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