Il leone di Torre Argentina

By Redazione

luglio 9, 2011 politica

Eccolo lì di nuovo in azione, pronto a metterci faccia e salute se la causa vale il sacrificio. Passati gli ottanta, tra una sigaretta ed un sigaro, invece di starsene sulla veranda della seconda casa, magari leggendo un buon libro e sorseggiando un cognac saggiamente invecchiato, lo ritroviamo in prima fila, facendo lo sciopero della fame e della sete, in nome dei diritti civili, affinchè si ponga fine alla barbarie che si consuma ogni giorno nelle carceri italiane.

Caro vecchio Giacinto detto Marco, non cambi mai, sempre pronto all’estrema esagerazione della protesta non violenta, con il vizio dei diritti civili, sempre pronto a dimostrare che il Leone di Torre Argentina non è da pannolone e badante, magari meriterebbe uno scranno da Senatore a Vita, ma per questo ci vuole coraggio da parte del Presidente della Repubblica, un estremo coraggio che fino ad oggi Napolitano non ha dimostrato. La causa è giusta, la condizione carceraria italiana è disumana, ma nessun esponente di questa deprimente classe politica se ne assume l’onere di provare a cambiarla. La stampa poi, troppo attenta alle questioni giudiziario-politiche del Premier o di chi per lui, dimentica il proprio ruolo di denuncia, tutto quindi passa inosservato, fino all’estremo gesto di Pannella sul quale più di qualcuno può fare del superficiale umorismo. Insomma il solito digiuno di Pannella, nulla di nuovo, a parte la solidarietà di facciata espressa da buona parte del mondo politico ed il plauso del Capo dello Stato, al quale però non è seguita la nomina a Senatore a vita.

Un appunto però a Marco va fatto: negli ultimi anni, passato il clamore delle grandi battaglie per i diritti civili, il Vate Radicale ha portato acqua a cause ben distanti dal paese, alienandosi a volte dalle realtà locali, preoccupandosi di far incriminare Bush e Blair per l’Iraq e magari non ponendo attenzione alle nefandezze della politica locale. Ma Marco è così, prendere o lasciare, luce per i suoi seguaci, punto di domanda costante per chi lo segue dall’esterno, sebbene con molta simpatia, giullare fumatore incallito per i suoi detrattori.

Quando si tratta di diritti civili, mi spiace per chi non lo apprezza, ma l’unico baluardo nel nostro Paese è proprio il Leone di Torre Argentina, con i suoi sigari e le sue sigarette, con le sue discussioni interminabili a Radio Radicale, con i suoi scioperi della fame e della sete, che minano il suo corpo ma rafforzano la sua anima, radicale s’intende.

Alessandro Rinnaudo
Giustizia Giusta

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