L’impero dei Serbi

By Redazione

luglio 7, 2011 Cultura

Il tennis mondiale vede ora il dominio dell’impero della Serbia. Cioè di Novak Djojovic detto Nole, in un solo colpo vincitore dell’edizione di Wimbledon 2011 e numero uno del ranking Atp per punti e guadagni in questo anno in cui il giovane 24 enne serbo, amato in patria quanto oggi è odiata la memoria un po’ vergognosa e ingrombrante di personaggi come Slobodan Milosevic, Radovan Karadzic, Radko Mladic e altri criminali delle guerre degli anni ’90, è assurto a simbolo di quella Serbia che può, vuole e forse persino merita di entrare nell’Unione europea.

Di lui si sa che è nato in mezzo alle piste di sci. Cresciuto tra le bombe e la neve. Emigrato in Germania senza  neanche una giacca da indossare. Se si pensa  alle origini di Novak Djokovic, il nuovo leader del tennis mondiale, il cui padre si era rivolto agli strozzini per permettergli di viaggiare e studiare all’estero, e aveva pensato di fargli  avere la nazionalità inglese per salvarlo dall’orrore della guerra, si capisce che i successi di questo tipo sono fatti con la formula delle tre “S”: sacrifici, sacrifici e ancora sacrifici, Altro che i tennisti italiani viziati e  figli di papà pieni di soldi. Ma lui, che benchè abbia fatto del proprio riscatto un motivo di vita è un ragazzo più che moderno non di certo un secchione della racchetta, pare avesse due ossessioni: l’amore per la Serbia e diventare numero uno del tennis mondiale. Adesso è riuscito a coniugare le due cose e infatti bastava vedere gli appalusi del presidente serbo dalla tribuna d’onore di Wimbledon per capire che la vittoria di quel ragazzo poteva essere usata a livello istituzionale in patria più che come semplice marchio politico. E tutto sommato quella vittoria contro la Francia in Davis del 4 dicembre 2010 è ormai impallidita  rispetto alla doppia impresa di battere Rafa Nadal in finale a Wimbledon e di conquistarsi il posto di numero uno del tennis mondiale. Magari anche perché la prima vittoria l’aveva bene o male dovuta dividere con l’altro fenomeno serbo del momento (ma ormai esiste tutta una forte scuola tennistica che sta soppiantando proprio quella spagnola che negli ultimi dieci anni ha vinto quasi tutto, e  non solo con Nadal) Viktor Troicki.

Stavolta però è stata un’orgia mediatica e anche il ragazzo che si divertiva a fare il verso nei video su internet nel canale you tube “Novak Djokovic77”  ai comportamenti maniacali e scaramantici che tengono in campo i suoi colleghi, da Federer a Nadal, da Tsonga a Del Potro, senza dimenticare l’incredibile imitazione di Maria Sharapova (l’altra grande sconfitta, in finale, di questo Wimbledon insieme a Nadal), rischia di montarsi la testa.
Forse leggendo l’accoglienza che ha avuto in patria la sua vittoria e constatando di essere diventato un mito, Nole, che uscì per la prima volta durante il nel 1998 tra i giovanissimi considerati  più bravi in Europa, insieme ad  Andy Murray, a Fabio Fognini  e all’altro italiano Alex Materassi che poi si è perso per strada, avrà avuto voglia di arricchire di altri scherzi e imitazioni e versacci il proprio canale su  you tube che va visto ancora prima di vedere lui giocare. La stampa serba lo ha raffigurato seduto su un trono, attorniato dai politici locali e protetto dal presidente della Serbia Boris Tadic con un ombrellino. “Grazie!” ha titolato il quotidiano “Sport” mentre secondo “Kurir” “Djokovic ha piegato il pianeta”. Anche Tadic, scherzando, si è complimentato con Nole: “Accetterei che diventasse presidente”.

Ma forse lui, che non è il tipo da montarsi la testa, e che prima di questa stagione dove ha battuto  Nadal in cinque finali su cinque, e Andy Murray in Australia, e dove invece ha perduto al Roland Garros in una semifinale incredibile con un Roger Federer che ha giocato in stile “canto del cigno”, interesserà di più proprio il giudizio che l’ex e a lungo incontrastato numero uno del mondo ha dato su di lui dopo l’exploit sul tempio dell’erba: “Novak merita di essere al numero uno dopo un inizio stagione così incredibile, quando si perde così di rado la fiducia ti accompagna per lungo tempo. Mi ha sorpreso la sua vittoria contro Nadal a Wimbledon, soprattutto dopo che lo aveva battuto in quattro finali precedenti. Questo è davvero positivo per il tennis.”

Il non detto è che il più giovane nel tennis vendica il più vecchio costretto a lasciare a sua volta lo scettro a colui che sta in mezzo alle due fasce di età. Federer ha 29 anni, Nadal quasi 27 e Nole, l’Imperatore di Serbia, poco più che 24. Guarda un po’ che coincidenza..
A Roma nella finale degli Internazionali d’Italia del 2009 bastò un Nadal a mezzo servizio per battere Djpkpvic per 7 -6 e poi per 6-2. Il 3 luglio 2011, in una partita non bellissima, è stato sufficiente  un Djokovic ordinario per battere un  Nadal ormai incartato in un gioco in top spin che con Nole sembra non servire più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *