C’è del web a destra

By Redazione

luglio 7, 2011 politica

Due paginette rapide ed efficaci per dire che qualcuno, nel governo, un problema se l’era posto. Quella di Giorgia Meloni sul tema della delibera AgCom è stata una presa di posizione per niente banale. Il problema della classe politica italiana è sempre lo stesso: continuare a reiterare modelli anche quando questi sono totalmente scollegati da ogni dato reale. Il ministro Meloni nella sua lettera a Calabrò sintetizza benissimo questo aspetto censurando “una legislazione ferma a modelli ottocenteschi” e rimarcando come, nella civiltà dell’informazione (e dell’informatizzazione) il solo tentativo di ingabbiare il diritto di ognuno a divulgare dei contenuti appaia quantomeno anacronistico.

E’ finita praticamente in punta di diritto, tra direttive comunitarie e prinicipi costituzionali. Questo imponeva la prassi tra AgCom e Ministero. Eppure rimane, sullo sfondo, un problema tutto politico. Non è possibile – ed è paradossale che un comunicatore sopraffino come Berlusconi non lo capisca – che ogni qual volta sul tavolo appare la parola “internet” il centrodestra letteralmente sparisca dal dibattito. Tanto che, escluse le belle eccezioni della Meloni stessa e di Daniele Capezzone, nessuno sembra essersi accorto che ormai i veri laboratori politici vivono tutti online.

Contro l’impostazione che sembrava informare la prima delibera dell’AgCom non si sono scagliati non soltanto agit-prop di sinistra ma anche tanti giovani moderati che hanno visto in questa entrata a gamba tesa l’ennesimo scivolone burocratico su un tema che, invece, dovrebe richiamare un atteggiamento pragmatico e moderno. Solitamente siamo pronti a puntare il dito contro le cose che non vanno e a indignarci per l’insensibilità dei nostri politici su temi che si elevano qualche centimentro sopra la normale demagogia da salotto tv. Questa volta è giusto fermarci un secondo a dire che del buono c’è. Sta (anche) a destra, siede al governo e si occupa di giovani. E’ una vittoria per tutti.

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