Tagli Crudeli

By Redazione

luglio 4, 2011 Esteri

Dalla rivista statunitense “City Journal” pubblichiamo la traduzione – curata da Irene Selbmann – dell’articolo “Cruel Cuts” scritto da Stephen Schwartz.

L’iniziativa anti-circoncisione di San Francisco minaccia la libertà religiosa e l’ordine pubblico.

Conservatori e libertari ci mettono spesso in guardia dai pericoli dello ‘stato tata’. Ma San Francisco potrebbe presto portarlo ad un nuovo estremo. Nel mese di maggio l’ufficio elettorale ha approvato un referendum per la votazione del 5 novembre che renderebbe illegale la circoncisione maschile. Secondo la misura, sostenuta dai cosiddetti ‘inattivisti’, la circoncisione di un individuo maschio sotto i 18 anni un’infrazione punibile con una multa da 1.000$ e fino a un anno di detenzione. Ci sarebbero esenzioni nel caso di una “chiara, ineludibile e immediata urgenza medica”. Nessuna esenzione religiosa per ebrei o mussulmani.

Il referendum ha ottenuto solo 7.743 firme, ovvero meno dell’1% degli abitanti della città e della contea. Gli ‘inattivisti’ appartengono ad un movimento di ‘integrità del corpo’ che pare avere origine a San Francisco. Lo sponsor del referendum, Lloyd Schofield, è riluttante a parlare del suo passato. Al San Francisco Chronicle ha raccontato soltanto che ha 58 anni e che ha lavorato nel settore alberghiero. La storia sul Chronicle portava il titolo “Ecco l’uomo dietro la proposta contro la circoncisione a San Francisco”, ma a parte una foto, la rivelazione del suo impiego passato e il fatto che abbia un sito internet, non ha poi detto molto di lui.

L’ascesa dell”inattivismo’ a San Francisco è andata all’incirca di pari passo ad un revival del nudismo in città. Di quando in quando, gente nuda sfila per il distretto di Castro e altre persone passano nude in bici in AT&T Park, dove i genitori e figli che vorrebbero solo guardare una partita di baseball diventano vittime di questo esibizionismo. Gli ‘inattivisti’ e i nudisti sono più o meno alleati, secondo George Davis, il ‘tipo nudo’ candidato sindaco nel 2007 – perse, prendendo 644 voti contro i 105.596 del vincitore Gavin Newsom. Davis, che promuove quella che chiama ‘cultura del corpo libero’, è stato arrestato almeno sei volte per aver mostrato in pubblico la sua nudità. quando gli venne chiesto cosa pensava della proposta di divieto di circoncisione, Davis disse che sosteneva l’idea di base e paragonava la circoncisione al tatuare un neonato. Ma disse che probabilmente non avrebbe votato per la misura a novembre e predisse che sarebbe colata a picco “a causa dei fumetti”.

Ah già, quei fumetti – Foreskin Man (n.d.r. Uomo Prepuzio) primo e secondo numero – diffusi online dagli ‘inattivisti’  e prodotti da un altro losco individuo, Matthew Hess. Pare che Hess abbia anche scritto la proposta di voto. Il contenuto dei suoi fumetti è di un antisemitismo scioccante. Foreskin Man è un uomo biondo, un supereroe muscoloso che vola nell’aere e salva i neonati dalla circoncisione. Nel primo numero di Foreskin Man c’era un dottore, il dottor Mutilatore, che subisce una trasformazione alla dottor Jakyll e mr. Hide. Diventa una creatura mostruosa nel momento in cui esegue una circoncisione. L’immagine ricorda i contributi dei luminari del nazismo, Joseph Goebbels e Julius Streicher. Foreskin Man protesta perché “la lobby della circoncisione … (ha) praticamente collegato dottori e avvocati”, un tipico stereotipo sugli ebrei. L”eroe’ poi rompe il vetro di un ospedale e si avventa sul dottore – azione che non hanno bisogno di un referendum per essere definite criminali.

Nel secondo numero, che può essere acquistato come un set di carte, il cattivo è Monster Mohel”, un tipo dall’aspetto spietato in un costume asidico, accompagnato da due ceffi vestiti da ebrei che portano armi automatiche. Ancora una volta, Foreskin Man attacca fisicamente gli ebrei, poi porta via il bambino ‘Glick’ dai suoi genitori – cioè, lo rapisce – e lo consegna alla ‘rete segreta degli inattivisti’, una banda felice di motociclisti e donne gonfiate che promettono di “crescerlo come se fosse loro”. È l’incubo dello ‘stato tata’: quello della tata che scappa col bambino.

Debra J. Saunders, editorialista conservatrice del Chronicle, chiamò Hess per chiedergli se intendeva alimentare il pregiudizio antisemita. Prese nota della sua sfacciata smentita: “Non stiamo cercando di essere antisemiti. Stiamo cercando di essere a favore dei diritti umani”. È una vecchia tesi, questa. Bigotti ed antisemiti hanno sostenuto per secoli che non odiano gli ebrei (o i mussulmani, o gli armeni, o gli zingari…); vogliono semplicemente assicurarsi che vengano rispettati i loro diritti. E sebbene il termine ‘fascista’ sia largamente abusato, l’esaltazione del rapimento, della violenza sui dottori e altre violazioni dell’ordine pubblico sono segni inequivocabili del fatto che gli entusiasti della ‘causa’ sono passati dalla più pura astrazione ad essere ‘attivisti’ fuorilegge, non certo del tipo che predicavano uomini come Gandhi o Martin Luther King.

Intervistare Schofield o Hess è una perdita di tempo. I fumetti parlano da soli. Ebrei, mussulmani e altri gruppi hanno formato una “coalizione per la scelta genitoriale e la libertà religiosa” con il sostegno della maggioranza degli ufficiali eletti in città e nella contea, così come dei cattolici e di altri cristiani. Se il referendum passerà, sarà certamente rigettato come una violazione della clausola della libertà religiosa contenuta nel Primo Emendamento. Speriamo che gli elettori di San Francisco non lasceranno che le cose vadano così avanti.

Stephen Schwartz è un giornalista prolifico e autore. Ha lavorato dal 1989 al 1999 nello staff del San Francisco Chronicle.

[traduzione di Irene Selbmann, clicca qui per leggere l’articolo originale]

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