PD, donne DOP e quote rosa

By Redazione

luglio 3, 2011 politica

Non è un circolo a luci rosse, diciamolo. Neanche il PD è un partito a luci rosse, diciamo pure questo. Altrimenti, chissà, mi sarei già iscritta. Ma a malapena si intravvede una luce fioca fioca in questo Grande Partito a vocazione maggioritaria, progressista, riformatore. Quante parole.

Neppure la segretaria del circolo doveva essere una a luci rosse. Forse – mi spingo a dire – neanche un cuor di leone. Però il rosso vergogna sulle guanciotte del PD è calato. Suo malgrado, c’è da pensare. Tana, beccata in flagranza (di quale reato?). Di peccato. Eh sì, la giovane venticinquenne si divertiva, per soldi o per piacere, a girare qualche film molto poco “pacato”, come non si conviene. Il Partito però è stato clemente con lei. Ognuno, si dice, fa quel che vuole. L’importante è distinguere tra incarichi di partito e incarichi pubblici. Se sei una pornoattrice, puoi aspirare a diventare segretaria di circolo, tutt’al più. Ad altro non puoi anelare. Capite, no?

Sarà forse un caso che adesso della ragazza non vi sia più traccia.Sparita. Dal circolo fanno sapere che è ancora iscritta. In altre parole, la tessera non gliel’hanno strappata. Tuttavia, come rileva Anna Paola Concia, l'”oltranzista” dei diritti civili nel PD, “chi ha incarichi pubblici deve avere comportamenti sobri. Questa ragazza non aveva incarichi pubblici”. Capite, no?

‘Ste donne comunque creano un mucchio di problemi. Altro recente grattacapo: il manifesto con le gambe all’aria per la Festa dell’Unità di Roma. Si apre il Dibattito nel Grande Partito a vocazione maggioritaria, progressista, riformatore. Una volta tanto che un manifesto targato PD era riuscito a catturare la mia attenzione. “Il vento cambia” e una gonna svolazzante lascia intravvedere le gambe affusolate di una donzella. Ottima trovata pubblicitaria: leggerezza, bellezza, spensieratezza. E invece eccoti lì la polemica. I comitati di quelle lì sul piede di guerra. L’accusa di maschilismo, di strumentalizzazione del corpo femminile. La segreteria romana del PD corre ai ripari, e alle femministe imbufalite tiene a precisare che quella è una rievocazione erudita (del film “Quando la moglie è in vacanza” con Marilyn Monroe). Mica equiparabile a quella roba offensiva e volgare delle Olgettine. Sono due gambe DOP, di origine protetta, mica puttanesca. Capite, no

Io non capisco. Non capisco perché una pornoattrice non possa ricoprire incarichi pubblici, se ha le carte per farlo. Certo, con questa immonda legge elettorale basta piacere al capo. Tuttavia, se ci riescono alcune delle docili ragazze attualmente presenti in Parlamento, non capisco perché a una pornoattrice questo debba essere precluso a priori. Lunga vita a Cicciolina, che nel 1987 entrò in Parlamento con i radicali. E le ragioni della sua, nostra lotta sono chiare a tutti, se a distanza di più di vent’anni parliamo ancora di questo.

Non capisco neanche l’ennesimo appello di quelle lì, delle femministe che hanno tradito le donne. Evidentemente c’hanno preso gusto. E’ o non è segno di emancipazione usare il proprio corpo per i propri fini? L’arte, la pubblicità, la comunicazione vivono di immagini. E il corpo femminile, da sempre nella storia, veicola messaggi, sensazioni, informazioni. Così come quello dell’uomo. Chi intende reprimere questo aspetto, mostra di fraintendere il senso profondo dell’emancipazione. Che non è autocastigazione, ma autoaffermazione.

Perché non accettare le scelte altrui (diverse dalle proprie) come manifestazione della diversità e della capacità di autodeterminazione in una società libera? Del paternalismo deresponsabilizzante, che rinchiude le donne nello stereotipo delle vittime del potere maschile, io farei volentieri a meno. Un paio di gambe al vento sono il segno che viviamo in una società, dove una donna può permettersi di mostrare le proprie nudità senza tema di essere lapidata. Se non c’è coercizione, non c’è problema.

Il parlamento ha appena approvato le “quote rosa”, ovvero la più plateale istituzionalizzazione delle discriminazioni di genere in funzione antimeritocratica. Un bel ghetto tagliato su misura. Nessuna di queste presunte femministe ha aperto bocca. Tutte contente. Dalle piazze ai Cda delle aziende. Con le gambe rigorosamente coperte. Capite, no?

Annalisa Chirico
http://www.annalisachirico.com

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