Non è reato

By Redazione

luglio 1, 2011 Cultura

Piantare marijuana sul terrazzo di casa – un vaso, mica una piantagione, e per uso personale non per vendita illegale – non è reato, e quindi non è punibile. E non lo è semplicemente perché non pone “in pericolo il bene della salute pubblica o della sicurezza pubblica”.

La Cassazione mette una parola di buon senso nel delirio ideologico repressivo che impedisce al legislatore di mettersi al riparo dalla sua stessa irrazionalità: è legale fumare 60 sigarette al giorno, scolarsi una trentina di gin tonic accompagnandoli ad un paio di chilate di patate fritte ed hamburger; non è legale, invece, farsi una canna perché l’erba fa male!

Ma fa male a chi, produrre e fare uso di marijuana? 
Fa male alle mafie perché, se coltivare per uso personale è legale, dallo spacciatore illegale il consumatore non avrebbe proprio più motivo di andare.

Coltivare per uso personale, poi, fa male ai produttori di robaccia tagliata pericolosamente male; robaccia che il consumatore meno attento – i pischelli, ad esempio – non è quasi mai in grado di rifiutare, visto che il mercato (illegale) lo fanno loro, i pusher, cioè le organizzazioni criminali di cui sopra che gestiscono il traffico.

Coltivare una piantina di erba, infine, fa male, a quelli che, se gli togli la possibilità di associare il proprio nome a leggi repressive il cui unico effetto è quello di riempire le carceri di diversamente tossici – e vantarsene – beh, se gli togli quella possibilità perché gli fai capire che una cosa che non fa male ad altri se non a chi responsabilmente ed in piena consapevolezza ne fa uso, beh, che una cosa così non può essere imposto dallo Stato come reato, ebbene e come tirano a campare – politicamente parlando – costoro?

La legalità, in fondo, è solo una questione di buon senso.

(da Processo Mediatico)

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