Freedom Flottilla incagliata in Grecia

By Redazione

giugno 30, 2011 Esteri

Piangono e imprecano. I boss della Freedom Flotilla 2, ma stavolta rischiano di rimanere al palo nei porti greci. E la lobby dei pacifinti, molti dei quali a libro paga di Hamas o dei Fratelli musulmani, addirittura ipotizza di scrivere all’ambasciatore greco in Italia pregandolo di rimuovere gli intoppi burocratici che impediscono la gloriosa partenza. Il piagnisteo parte dai loro stessi siti internet: “Molte delle navi della Freedom Flottilla 2 fra cui la ‘Stefano Chiarini’ sono all’ancora in alcuni porti della Grecia, pronte a partire – si legge in uno di essi –  le autorità greche frappongono continui ostacoli di carattere burocratico alla loro partenza, in conseguenza delle pesantissime pressioni esercitate dal governo di Israele”.

Traduzione: per una volta che alcuni paesi della comunità internazionali si dimostrano ragionevolmente scettici su questa armata Brancaleone di provocatori vari e pacifinti seriali, ecco scattare l’allarme istituzionale. Nel prosieguo del post si parla pure di presunti sabotaggi a una nave irlandese e a una greca. Poi l’appello: “Scrivete tutti all’ambasciatore italiano in Grecia”.

E che cosa dovrebbero scrivere gli interessati? Qualcosa che lo inviti a fare pressione sul governo italiano perché a sua volta preghi la Grecia di far mollare gli ormeggi della Flottilla 2. Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere. Ma come? Una volta che un paese trova la soluzione giusta per fare naufragare la pagliacciata, questi davvero credono che Frattini farà una simile sciocchezza? D’accordo che con Frattini non si può mai dare niente per scontato, ma questa sarebbe davvero grossa.

La lettera prosegue così: “Nonostante lo scopo pacifico e legalitario di questa missione  le autorità israeliane hanno minacciato la sicurezza dei partecipanti e delle imbarcazioni.” Poi la trovata finale, la mozione degli affetti: “Sul nostro tavolo – informa Freedom Flotilla
Italia – sono arrivati tanti plichi, ognuno con le lettere ai familiari da leggersi dopo un’eventuale morte violenta in mare. È la prospettiva che in questi momenti stanno affrontando i passeggeri  delle navi della Freedom Flotilla 2 dirette a Gaza. Sul nostro tavolo se ne sono accumulate una decina, segno evidente di coraggio consapevole e di legittima paura”. In effetti se dieci lettere sono davvero in grado di accumularsi, uno li potrebbe persino prendere sul serio.

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