Primo giorno di Scola

By Redazione

giugno 28, 2011 politica

E’ ufficiale. Il cardinale Angelo Scola, attuale patriarca di Venezia, sarà il nuovo arcivescovo di Milano e da settembre prenderà il posto del collega Dionigi Tettamanzi, alla guida della curia ambrosiana dal 2002. La decisione, fortemente voluta da Papa Benedetto XVI, era nell’aria da mesi, i giornali ne parlavano e i maligni già tramavano, ma l’annuncio è arrivato mercoledì direttamente dalla sala stampa vaticana e poi attraverso le parole di Tettamanzi che ha affidato ad una lettera il suo commiato alla città di Milano e il messaggio di benvenuto al nuovo custode della Chiesa ambrosiana.

Ora è il momento dello studioso e teologo Angelo Scola, 70 anni con un passato speso tra cultura e prestigiosi incarichi all’interno della Chiesa. Vicino al movimento di Comunione e Liberazione, il sacerdote è nato a Malgrate (Lecco), nel territorio della stessa arcidiocesi che andrà a condurre lasciando così il Patriarcato di Venezia dopo quasi 10 anni. “Vi dico semplicemente che ho accolto la decisione del Papa perché è il Papa”, ha detto Scola ai fedeli della Laguna. “Da Venezia nessuno se n’era mai andato se non per fare il Papa”, sottolinea il vaticanista del Corriere della Sera, Gian Guido Vecchi.

Scola erediterà l’arcidiocesi di Milano, la più grande d’Europa e una delle più importanti al mondo, con 1107 parrocchie, tremila sacerdoti (di cui 800 parroci) e una popolazione complessiva di oltre 5 milioni di persone. Alcuni quotidiani e osservatori avevano individuato in lui un bilanciamento tra poteri nel nuovo corso milanese: da una parte la giunta Pisapia, dall’altra una Curia più “rigida” e vicina al mondo di Cl che a Milano è ben radicata.

In realtà la nomina del cardinale lombardo è molto più trasparente di quanto la dietrologia retroscenista della stampa abbia voluto far credere. Si è trattata di una scelta forte, arrivata direttamente da Ratzinger che con Scola ha un rapporto di amicizia e stima lungo molti anni. Nessuna rivincita, nessuna spartizione. La missione di Scola, come ha scritto anche Giuliano Ferrara, sarà quella di “portare Cristo in città”.

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La lettera alla Diocesi del cardinale Dionigi Tettamanzi

Carissimi fedeli dell’Arcidiocesi ambrosiana,

in data odierna il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la mia rinuncia all’ufficiodi Arcivescovo di Milano, presentata più di due anni fa al compiersi del mio settantacinquesimo anno di età, e ha nominato nuovo Arcivescovo di Milano Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola, finora Patriarca di Venezia. Desidero anzitutto esprimere il mio filiale ringraziamento al Santo Padre per i due anni di proroga nell’impegnativo incarico di Arcivescovo di Milano: un tempo che mi ha permesso di portare a compimento la Visita pastorale decanale, di far maturare – con il contributo di tutti e in particolare dei confratelli sacerdoti – alcuni cammini di rinnovamento intrapresi dalla Chiesa ambrosiana e di avviare la preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012.

Ora con serenità di cuore e con spirito di fede, che so condivisi dall’intera comunità diocesana, sono lieto di trasmettere il testimone della guida pastorale di questa splendida Chiesa al carissimo confratello Cardinale Angelo Scola. Egli è conosciuto da molti di noi anche perché originario della nostra Arcidiocesi: è nato a Malgrate (Lecco) il 7 novembre 1941. Ordinato sacerdote nel 1970, ha conseguito il Dottorato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano e in Teologia a Friburgo in Svizzera. Ha insegnato Antropologia Teologica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia della Pontificia Università Lateranense.

Il 20 luglio 1991 viene nominato Vescovo di Grosseto, dove esercita il suo ministero fino al 14 settembre1995, quando il Santo Padre gli affida l’incarico di Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense a Roma e quello di Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia. Il 5 gennaio 2002 è nominato da Giovanni Paolo II Patriarca di Venezia. Negli anni successivi viene scelto come membro di diverse Congregazioni della Santa Sede. In particolare è Relatore Generale per la XI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2005 sul tema “L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”. Dal gennaio di quest’anno è membro del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Non posso dimenticare la notevole attività scientifica del Cardinale Angelo Scola, che lo ha portato a pubblicare diversi volumi e a offrire numerosi contributi per riviste specializzate e per opere collettive. Come risulta anche solo da queste brevi note biografiche, il nuovo Arcivescovo è un uomo di grande cultura, di molteplice esperienza, di forte passione ecclesiale. Per questo – ne sono certo – egli saprà guidare con sapienza ed efficacia la nostra Arcidiocesi nel suo ordinario cammino pastorale e nelle impegnative scadenze di carattere internazionale dei prossimi anni: il VII Incontro Mondiale delle Famiglie con l’attesa visita del Santo Padre a Milano, il millesettecentesimo anniversario dell’ “Editto di Milano” e nel 2015 l’Expo.

La Chiesa ambrosiana, che si prepara nella preghiera ad accogliere il nuovo Arcivescovo, per grazia di Dio è ricca di tradizioni di fede, di operosità evangelica, di impegno caritativo, di santità popolare, come testimonia anche la triplice recentissima beatificazione. Una Chiesa che in questi anni si è impegnata ad annunciare Cristo Risorto con percorsi pastorali e spirituali di rinnovamento, nella fedeltà alla sua grande tradizione storica e nel desiderio di assumere un volto più missionario: a livello liturgico, nei cammini di “trasmissione della fede”, di educazione e cultura al servizio della società, di riorganizzazione territoriale, di pastorale familiare e giovanile, di apertura ad gentes, di difesa dei deboli, di accoglienza degli immigrati. Una Chiesa che non teme di affrontare le difficoltà e le sfide del nostro tempo, a cominciare dalla diffusa secolarizzazione e dal calo delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, perché confida con piena speranza nel suo Maestro e Signore. Una Chiesa che, forte di una tradizione non solo di fedeltà ma di vero amore per il suo pastore – e vi sono grato per l’esperienza che ne ho potuto fare in questi nove anni! -, vuole accogliere il nuovo Arcivescovo come inviato del Signore, come novello Ambrogio e Carlo.

I tempi di cambiamento chiedono a tutti una forte docilità, un senso di pieno abbandono nelle mani del Signore: lo avverto in prima persona, ma è così anche per il nuovo Arcivescovo che viene e per voi, carissimi fedeli e comunità che vi preparate ad accoglierlo. Viviamo questa stagione come una provvidenziale occasione di consegna di noi stessi a Dio Padre, di sequela libera e radicale al Cristo, di affidamento all’imprevedibile e smisurata forza rinnovatrice dello Spirito. Super omnia caritas: al di sopra di tutto sia la carità, che viene da Dio e diviene comunione fraterna e obbedienza amorosa, a guidarci in questo passaggio, insieme alla convinzione, piena di gioia pasquale, che davvero è “benedetto colui che viene nel nome del Signore”!

Per quanto mi riguarda, desidero rimanere in questa Diocesi, nella quale sono nato e cresciuto e che ho cercato di servire per molti anni, dapprima come sacerdote e ultimamente come Arcivescovo, andando a risiedere nella Villa Sacro Cuore di Triuggio. Assicuro che non verranno meno il mio affetto, il mio costante pensiero, la mia fedele preghiera per tutti, a cominciare dal nuovo Arcivescovo. Affido il passaggio della responsabilità pastorale di questa nostra amata Chiesa all’intercessione di sant’Ambrogio, nostro padre nella fede, di san Carlo Borromeo nel quarto centenario della canonizzazione, di santa Gianna Beretta Molla e dei molti Beati, che in questi anni ho avuto la gioia di vedere riconosciuti come nostri modelli e intercessori e, soprattutto, all’intercessione materna della cara Madonnina che dall’alto del Duomo tutti protegge e benedice.

Dionigi card. Tettamanzi

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