Lezione di strategia

By Redazione

giugno 27, 2011 politica

“Habemus statistam” titolava l’altro giorno Il Foglio riferendosi (e, forse, enfatizzando un po’ troppo) a quella che il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara ha definito come “la clamorosa trasformazione del saggissimo Di Pietro. Il termine ‘statista’ è forse un po’ eccessivo: dal trattore e l’insulto all’avversario, nessuno può essere elevato (nel giro di qualche giorno) al ruolo di politico di alto calibro, tanto meno Di Pietro. Di certo, però, la metamorfosi (per noi in senso positivo, non per lo schiamazzante ed ingiuriante popolo dell’antiberlusconismo fine a se stesso che lo ha interpretato quasi come un tradimento)  del leader dell’IdV è tangibile, segno evidente che anche lui ha compreso che l’avversario politico (non il “nemico”, termine tipicamente usato in guerra e non in democrazia) deve essere sconfitto non con gli insulti e le piazzate, ma tramite la democratica espressione del voto.

Ma quel popolo che vede ovunque l’indecente zampino del Cavaliere (ritenuto ‘reo-non confesso’ di ogni malefatta nazionale) ha dimostrato di non apprezzare il nuovo look istituzionale del molisano più noto al mondo (dopo De Magistris che, comunque, molisano non è). Non solo, ma c’è anche l’aggravante: Di Pietro ha ‘osato’ anche parlare con il Cavaliere! Al rogo, al rogo… Invasati, perseguitati a loro insaputa da un virus che li rende, di fatto, invidiosi schiavi della loro voglia di sconfiggere il ‘nemico’ senza combattere la battaglia democratica: e pensare che hanno il coraggio di autoproclamarsi – poveri noi e povera Carta – difensori della Costituzione!

E invece, l’ex pm, per dirla con Cicchitto, «ha dato una lezione di strategia politica» che, per nostre ragioni di spazio, proviamo così a riassumere: l’oltraggio e gli strilli di piazza non conducono alla vittoria, Berlusconi oggi ha la maggioranza e per sconfiggerlo bisogna presentarsi alle elezioni del 2013 con una coalizione, un programma ed un candidato premier che siano credibili.

Ecco, Di Pietro è riuscito a mettere in pratica questo concetto ed ha avuto (forse) il coraggio di ammettere che la maggioranza si conquista con il voto. Per questo, anche da queste parti (notoriamente non proprio indulgenti verso l’IdV ed il suo leader) siamo quasi “costretti” ad apprezzare un (finalmente) nuovo e più democratico modo di fare opposizione. Saranno poi le urne (e soltanto loro) a decretare  democraticamente chi merita di governare: senza strilli, insulti e rinvii a giudizio.

(da “Giustizia Giusta“)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *