Pontida, da sinistra

By Redazione

giugno 19, 2011 politica

Ieri la Lega Nord si è riunita a Pontida. Tutto il centro sinistra era virtualmente lì, a cercare di capire che cosa i leghisti avrebbero detto. Io no, da dirigente – insignificante, ma sempre dirigente – del PD non penso proprio che il mio partito debba interessarsi a quello che dice la Lega Nord. Una sola notizia ci deve interessare: intendono confermare la fiducia a questo maldestro governo o no? Non ci importa altro. Non ci importano le loro istanze, vediamo gli stessi problemi ma non intendiamo, neanche per un attimo, pensare alle stesse soluzioni.

Loro dicono che c’è un problema di sicurezza. Lo sappiamo, è evidente che c’è un problema di sicurezza, ma non possiamo parlarne con un partito che pensa di poterlo risolvere affondando i barconi di persone disperate. Dobbiamo, e l’ho ripetuto allo sfinimento, avere un progetto, e non vergorgnarci di riappropiarci di quei messaggi che devono appartenere alla nostra cultura. Parliamo di sicurezza e di legalità? Il PD può farlo, a testa alta facendo capire a tutti quelli che vogliono votarlo – anche ai leghisti pentiti, perché no – che anche ai partiti di sinistra sta a cuore questo tema. La strada per la sicurezza è il rispetto della legalità da parte di tutti, sono i percorsi di accoglienza e di integrazione e la linea dura con quelli che non rispettano le leggi, di qualunque nazionalità essi siano. Pensare di poter dialogare con chi invece crede che il colore della pelle o la nazionalità possano costituire un reato è sbagliato.

Loro parlano di secessione, fanno il partito di lotta e di Governo, contraddicendo le cose che loro stessi promuovono. Noi abbiamo invece in mente un meccanismo di federalismo fiscale virtuoso che premi coloro che spendono meglio il denaro pubblico e che porti le Regioni che lo spendono dissennatamente a cambiare i dirigenti che fanno sì che una siringa in Sicilia – la stessa – costi quattro volte più che in Toscana. Senza razzismi, solo applicando un normale criterio di premio delle competenze e penalizzazione delle incompetenze. Senza mai dimenticare però che siamo un unico Paese, con delle radici comuni e soprattutto che siamo un Paese solidale.

La Lega ha preso tanto piede in questo momento storico perché giustifica l’egoismo. I messaggi di quel partito non parlano alla pancia, non parlano al territorio, parlano agli istinti peggiori, agli istinti di chiusura mentale, agli egocentrismi. Non ci può essere dialogo con un partito i cui rappresentanti dicono le cose che sono state dette oggi a Pontida.

Vogliono trasferire i Ministeri, perché sarebbero soldi per i Comuni che li ospitano, non perché hanno un qualche interesse a migliorare la governabilità del Paese. Li vedremo in Parlamento, fra qualche giorno, votare compatti la fiducia a Berlusconi, per poi lamentarsi schizofrenicamente di questo Governo di cui rappresentano una delle parti peggiori e più dannose per questo Paese. Tante chiacchiere, solo chiacchiere, molte delle quali spaventose.

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