81 punti di rottura

By Redazione

giugno 19, 2011 Cultura

Da un aforisma a un racconto di denuncia, da uno sfogo personale a un ricordo d’infanzia. Alla fine il risultato è questo: sarcasmo esistenziale condito con  cinismo. “81 Punti di Rottura”, terzo libro di Mariaceleste de Martino, giornalista Rai che di rotture di vario tipo (comprese quelle con le istituzioni giornalistiche, “scandalizzate” per sue antiche performances) ne sa qualche cosa è una collezione di aforismi e massime comiche che s’intersecano con 81 racconti brevi. Ogni storia contiene un “punto di rottura”, che può corrispondere a un problema sociale: dall’uso di alcool al fumo, dalla mancanza di coscienza civica all’abuso di potere, dalla prepotenza in amore all’amicizia che finisce, dalle avances sul lavoro alla voglia di esternare su Facebook.

“Il social network mi ha ispirato, non come forma di blog, ma come palcoscenico dal quale parlare e fare comizi, prediche, discorsi sull’umanità e la vita che ci viene proposta e imposta” –  spiega l’interessata – “infatti il mio profilo su Facebook è un monologo. Una frase dopo l’altra a ritmo martellante. Ho pubblicato migliaia di post, ho attaccato come un mitragliatore, ho sparato cannonate di frasi, lanciato parole come pugnali, sferrato pugni dritti in faccia e sono rimasta lì a guardare, a volte a raccogliere le macerie dei commenti, spesso a ricevere applausi di risate. Ho provocato. Ho scosso. Ho voluto dire la mia. Ho fatto il mio punto su questioni di ogni genere, dall’amore al matrimonio, dalle banalità di questa nostra società, sia nella vita reale sia online, alle stupidaggini del mondo umano, dai piaceri ai dispiaceri, dal gusto al buongusto, dai ridicoli disservizi alla fastidiosa burocrazia, dagli indisciplinati della strada alle forze dell’ordine, dall’infantilismo alla noia adulta, dalla politica scandalosa al giornalismo scandalistico, e migliaia di altri argomenti che ho affrontato ogni giorno e in ogni momento della mia giornata”.

Una Hyde Park continua insomma. Nulla di meglio quindi, dal punto di vista dell’autrice, che raccogliere tutto ciò, rimetterlo a posto e farci un libro. La prefazione è di Jane Alexander, attrice e modella inglese, provocante e provocatrice, sexy e ironica, ideale compagna di scuola dell’autrice. Ma con il senno di poi: il loro primo incontro fu in realtà uno scontro. Sul pulmino che le riportava a casa, e l’episodio  fu uno dei primi punti di rottura delal sua vita, poi riportato  nel  libro. Un aneddoto del quale ora ridono. La De Martino è al femminile l’equivalente di quegli amici maschi con cui si faceva amicizia dopo averci fatto a cazzotti. Una donna aggressiva, se si vuole essere banali al massimo. Una che comunica così, prendere o lasciare.

Per lei, l’amicizia  “se viene trascurata cade in prescrizione”. Mentre “la falsità di una donna comincia dal fondotinta”. Ci sono poi “quelli che hanno sempre il sorriso sulla faccia come se avessero sempre un’erezione”, “quelli che ti portano ovunque con le parole”, “gli uomini con la sindrome di Peter Pan che non si rendono conto che possono essere suo nonno”, “gli uomini cui l’unica cosa che gli si alza è la pressione”. E ancora: le lotte contro i pregiudizi e in favore dei giudizi,  un fratello che non la invita al suo matrimonio perché “sei l’ottantunesimo invitato e mi sconvolgi la coreografia della cerimonia”. Insomma un bestiario umano tutto da leggere. “Nello spazio del proprio profilo, dove si può scrivere quello che si ha in mente – spiega la De Martino – ho espresso disagi, antipatie, rifiuti, proteste, apprezzamenti, desideri, voglie, auguri, sogni, vari stati d’animo. Spesso non sono stata io a scrivere, ma il mio Avatar”. Per la cronaca, “81 punti di rottura” è pubblicato da Edizioni Haiku, casa editrice fondata da due romani di 26 anni, Valerio Carbone e Flavio Carlini.

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