Tutti pazzi (o quasi) per le primarie

By Redazione

giugno 17, 2011 politica

Il sasso è stato lanciato. Seppur tra viscide mucillagini e alghe fastidiose che ne appesantiscono l’acqua, lo stagno pidiellino ha cominciato a smuoversi. La base le chiede con insistenza, i giornali amici, dal Foglio al Tempo, le invocano senza esitazione e finalmente anche i politici azzurri, con i dovuti distinguo, cominciano ad assaporare il gusto delle primarie nel centrodestra. “Sono uno strumento necessario soprattutto per scongiurare le candidature calate dall’alto o le liste bloccate preconfezionate che la gente non vuole”, spiega a viso aperto Gianni Alemanno che va ad ingrossare la fronda di chi chiede più democrazia (e merito) nelle scelte del partito.

Sul terreno della nuova battaglia è scesa anche Alessandra Mussolini che si dice “favorevole” alle primarie anche se scettica circa loro adozione per scegliere il leader.  Dello stesso avviso la vecchia guardia dei vari Gasparri e Cicchitto che le vorrebbero per “le amministrative”, mentre Capezzone va oltre e parla della possibilità “di primarie di programma, per valorizzare il dibattito sui contenuti”.  Nel marasma generale c’è pure chi, come Quagliariello e Urso, si è seduto intorno ad un tavolo, in occasione dell’incontro organizzato dalle fondazioni Magna Carta e FareFuturo, per parlare della rifondazione del centrodestra, primarie incluse.

Il finiamo (redento?) Adolfo le auspica “aperte”, affinché “individuino il nuovo candidato premier per far emergere la classe dirigente, io e Gaetano abbiamo già i capelli bianchi ma ci sono giovani che meritano di emergere”. Il vicepresidente dei senatori Pdl rilancia con l’istituzionalizzazione delle primarie per le cariche monocratiche, rinviando la questione premier ad “un’altra fase”, quella in cui, presumibilmente, il Cav non sarà più il leader indiscusso. Le polverose stanze della politica nazionale si aprono  con prudenza e circospezione alla ventata di aria fresca delle primarie a 360 gradi che, come scrive il nostro Simone Bressan, “non contempla rendite di posizione o posti garantiti e perché toglie i poteri agli apparati e li riconsegna alla gente”. E alla fine, proprio ieri, è arrivato il disegno di legge – firmato da Quagliariello e da Cicchitto – per “disciplinare le elezioni primarie per la scelta dei candidati alle cariche monocratiche per le quali il nostro ordinamento prevede l’elezione diretta: sindaco, presidente della provincia, presidente della regione”.

Nelle realtà locali però, il vento è già cambiato con molto entusiasmo e senza troppi distinguo. Aperture eloquenti arrivano dall’Emilia Romagna ma anche da Abruzzo e Sardegna. E se a Palermo gli azzurri sono pronti a sfoderare le primarie in vista delle Comunali 2012, “le candidature sono aperte” annuncia il dirigente Domenico Nania, a Bologna i due giovani consiglieri pidiellini Bignami e Lisei lanciano la loro sfida. “Ci dicono che siamo un partito chiuso, è ora di aprirci alla città”. “Vogliamo primarie per tutto – precisa Bignami – candidati sindaci, in regione e in comune, anche parlamentari e senatori”. “Se entro fine anno il partito non elaborerà una proposta – annunciano – la proporremo noi”.

D’altronde blogger e opinionisti del web se ne sono accorti da tempo pur rimanendo inascoltati da un Pdl che oggi si ritrova incalzato dai suoi stessi elettori desiderosi di ricostruire un centrodestra in cui potersi riconoscere senza turarsi il naso. Anche per questo motivo, la petizione online lanciata qualche giorno fa da Right Nation e Daw ha raccolto circa 800 firme e più di mille adesioni su Facebook, corredati dalle opinioni di militanti e simpatizzanti stanchi di un modo fallimentare di intendere la politica. Nell’immobilismo dei quadri nazionali e tra i silenzi incerti della nomenklatura, c’è un popolo che si mobilita senza posa. “Il Pdl deve saper ascoltare, deve far tesoro dell’attività e della generosità di tanti, giovani e meno giovani, che ogni giorno in rete si sforzano di far circolare idee, liberali, non conformiste, non omologate”. Parola di Daniele Capezzone.

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