Berlusconi, vertice con Bibi

By Redazione

giugno 13, 2011 politica

Il governo vuole portare avanti senza sé e senza ma la grande amicizia con Israele nella speranza che presto sia possibile una pace e una convivenza con il futuro stato palestinese. Berlusconi, che dello stato ebraico si dichiara conclamato amico, ieri si è visto per un lungo incontro al vertice con il premier israeliano Benyamin Nethanyahu. E ci potrebbe presto essere almeno un terreno comune tra maggioranza e opposizione in politica estera:il deciso e convinto no al boicottaggio commerciale di Israele. Infatti se da Milano la giunta Pisapia ha dato il via libera senza tante storie e isolando i violenti dei centri sociali per la mostra “Unexpected Israele”, persino dalla West Bank ariva qualche segnale incoraggiante con Abu Mazen che dichiara di preferire sedersi al tavolo con Nethanyahu che andare all’Onu e incassare un riconoscimento formale dello stato palestinese ma senza accordi territoriali con i vicini.

Nel corso del vertice, a Villa Madama, sono stati  firmati otto accordi commeriali che riguardano i settori di  cultura, turismo, lavoro, disoccupazione giovanile. In più c’è stata una dichiarazione congiunta tra Italia e Israele. Netanyahu era giunto nella capitale con una schiera di ministri del suo gabinetto oltre al responsabile degli Esteri, Avigdor Lieberman, quello dei Trasporti, Yisrael Kats, quello dell’Educazione Gideon Sàar. Con il premier israeliano c’erano infatti pure i responsabili dell’Industria, del Turismo, della Cultura, dell’Agricoltura e della Sicurezza ( rispettivamente: Shalom Simhon, Stas Misejnkov, Limor Livnat, Oris Noked e Matan Vilnai).

Per l’Italia presenti a Villa Madama, oltre al premier Berlusconi e al ministro degli Esteri, Franco Frattini, anche i ministri dello Sviluppo economico, Paolo Romani, dell’Agricoltura, Saverio Romano, delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, il responsabile della Cultura, Giancarlo Galan, quello del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Rocco Crimi. Mentre era in corso la riunione è giunta l’eco assai gradita della dichiarazione di Abu Mazen: “La mia prima opzione, la seconda e anche la terza sono i negoziati. Un passo all’Onu è solo l’ultima”. Anche perché Obama ha già fatto sapere che in tal caso metterebbe il veto al riconoscimento.

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