Tre “No”, urlati e smanacciati

By Redazione

giugno 7, 2011 politica

Nel week end in giro per Monteverde (mite quartiere romano), bimbetti agghindati come alberi di Natale da cento spillette colorate, spiegavano che, se non passa il referendum, Berlusconi chiuderà tutte le fontanelle vanto del quartiere. In questa immagine – rivoltante per qualsiasi persona di buon senso – è racchiusa la campagna referendaria dei promotori dei quesiti: una violenta disinformazione fondata sulla menzogna. Naturalmente il centrodestra, invece di osteggiare la macchina del fanghetto con l’unica arma che poteva abbatterla, la corretta informazione, si è incaricato di opporle il silenzio dei media. Una scelta figlia della stessa attitudine fraudolenta.

I referendum sull’acqua ricordano moltissimo altri quesiti del passato. Per esempio, quelli sulla fecondazione assistita, tra i cui avversari indefessi ci fu anche l’attuale vice segretario del Partito democratico. In quel caso la macchina del fangone degli astensionisti riuscì a far passare il messaggio che chi si opponeva a quei quesiti era per la vita, mentre i loro sostenitori erano per l’opposto della vita. Che è la morte. Parimenti oggi: chi è a favore dei referendum è per l’acqua pubblica, chi è contro è per l’acqua privata.

Risultato: il referendum, istituto essenziale per ogni ordinamento democratico che voglia definirsi tale, strumento meravigliosa di democrazia partecipativa, ha oggi tutte le ossa rotte. È stato ancora una volta piegato a metro di valutazione del consenso della maggioranza, immiserendolo a faticosa battaglia tra informati e non informati. Tra chi viene e chi resta a casa.

La cattiva politica ha chiuso l’Italia in uno stadio di calcio. E urla, smanaccia, sputacchia. I riformisti – quelli che vogliono cambiare le cose – sussurrano, approfondiscono, carezzano gesti e parole. Sono fatti così. Sul nucleare ha scritto cose riformiste su qdR Umberto Minopoli; sull’acqua c’è stato un intervento perfetto di Luigi Marattin e, più di recente, sul landino ne ha parlato con acutezza Giorgio Armillei. Chi scrive ha deciso di abbassarsi al livello di urla e sputacchi. Sarà perché, a furia di non urlare, ci siamo trovati De Magistris sindaco di Napoli che stringe la mano a Joe Biden (immagine raccapricciante, nonostante la tracotante bellezza delaweriana di Joe). Sarà perché allo stadio ci andavamo, ci piaceva andare e vorremmo tornarci da morire. Sarà per mille altre ragioni…

E allora: il legittimo impedimento è una legge ad personam e le leggi ad personam fanno tutte schifo, quindi Sì; solo chi non sa nulla di come funziona uno stato nazionale del XXI secolo, può essere sinceramente contrario alla gestione mista pubblico/privato dell’acqua, quindi 2 No; dei piani energetici nazionali delle 12 economie più forti del mondo – quelle con un Pil a sette cifre – solo quello italiano non contempla l’uso del nucleare; delle due, l’una: o americani, giapponesi, cinesi, tedeschi, francesi, britannici, brasiliani, spagnoli, canadesi, indiani e russi sono tutti fessi, o siamo fessi noi italiani; quindi, un altro No.

NO. NO. NO. Urlando e smanacciando (non sputacchiando; i riformisti, anche allo stadio, non sputacchiano; non gli viene proprio).

* Antonio Funiciello è il Direttore di LIBERTA’eguale. Scrive su Liberal, Europa e Mondoperaio. Ha ricoperto incarichi di direzione nei Ds e nel Pd. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Ha scritto per Donzelli Il politico come cinico. L’arte del governo tra menzogna e spudoratezza.

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