Una fatwa contro i bambini israeliani

By Redazione

giugno 6, 2011 politica

Se pensate a una persona abietta, una che abbia superato ogni limite anche nel terreno assai scivoloso delle guerre di religione, ebbene quella persona  adesso ha un nome e anche un cognome: Taghi Mesbah. E’ un ayatollah iraniano e tanto già basterebbe. Mesbah però ha un’altra particolarità: essere quel clerico, veramente fascista, che ha sdoganato come “legale” l’uccidere i bambini in nome di Allah, purchè rigorosamente isareliani. Un editto il suo, anzi una fatwa, che ha definitivamente allentato qualunque possibile freno inibitore nei terroirsti che uccidono in nome di Teheran.

Tutto ciò nel proprio sito web dove quache giorno fa si è acceso, a tale riguardo, il solito dibattito surreale su Islam e martirio. Uno dei suoi fedeli, in maniera anonima probabilmente per non incorrere nelle censure del regime di Ahmadinejad, ha osato, partendo dalla suddetta fatwa, porre a questo chierico una domanda sulla liceità delle azioni suicide che in quanto tali in realtà sarebbero vietate, come lo sono, dal Corano, e questo con buona pace delle isteriche Oriane Fallaci in sedicesimo di casa nostra. Ma il problema è che questi ayatollah iraniani sanno del Corano più o meno come chi scrive sa di fisica nucleare. E gliene importa ancora meno.

L’importante è veicolare un messaggio di morte approfittando dell’ignoranza delle persone e della suggestione religiosa. Si tratta di quell’islam geopolitico inventato non di certo da Bin Laden ma poprio dal non compianto ayatollah Khomeini. E per giustificare la distruzione di Israele, e le azioni suicide che spesso coinvolgono anche bambini, va bene tutto. A partire dallo stravolgimento del Corano e dalla stessa uccisione di migliaia di mussulmani in questi attentati kamikaze. Così l’ayatollah Mesbah, che è una delle guide più vicine allo stesso presidente Ahmadinejad, ha risposto in questa maniera a chi lo “tentava” con simili scrupoli: “Le tue parole denotano che sei una vittima della propaganda sionista”. Aggiungendo che l’interlocutore stava “sprecando il proprio tempo invece di dedicarlo all’eradicamento dell’entità sionista”.

“Quando deve difendere l’Islam – è la tesi di Mesbah – il popolo mussulmano dipende proprio dalle azioni di martirio che quindi non solo sono permesse ma persino obbligatorie.” A quel punto lo stesso frequentatore del sito di Mesbah ha posto la domanda fatidica sulla liceità di uccidere i bambini israeliani durante queste operazioni terroristiche suicide. La risposta è stata ovviamente agghiacciante: “Considerateli degli scudi umani usati dalle loro famiglie sioniste per evitare le azioni dei nostri martiri..”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *