Terzo polo (in tv) fa rima con Santoro

By Redazione

giugno 6, 2011 politica

I tifosi romanisti ricordano con affetto la nascita di La7. Il canale televisivo del gruppo Telecom Italia Media accese le proprie telecamere il 24 giugno 2001 quando al Circo Massimo centinaia di migliaia di supporter giallorossi ebbri di gioia festeggiavano la vittoria dello scudetto sotto l’occhio attento dell’emittente televisiva che aveva deciso di trasmettere in diretta l’evento metacalcistico presenziato da Franco Sensi e arricchito dalle esibizioni di Antonello Venditti (al microfono) e Sabrina Ferilli (allo strip). Erano i primi passi dell’ex TeleMonteCarlo che, salutato Cecchi Gori, si apprestava a dare l’assalto al blocco Rai-Mediaset. C’è voluto qualche anno per ingranare la marcia giusta, tra crisi, cambiamenti e conti da assestare.

Prima il progetto “tv giovane” (ma già esisteva Mtv, stesso gruppo editoriale), poi la virata verso il contenitore “di nicchia”, fino ad arrivare al successo del 2006, con cavalli di razza come Giuliano Ferrara, Piero Chiambretti e Daria Bignardi che finalmente fecero alzare l’asticella degli ascolti oltre il 2%. Senza contare il decano Aldo Biscardi e gli eventi sportivi “alternativi” tra cui rugby, superbike e America’s Cup di vela. Con il tempo sono giunte le prime soddisfazioni, rafforzate dai volti nuovi di Ilaria D’Amico, Antonello Piroso e Maurizio Crozza, per una crescita di rete consacratasi in via definitiva grazie allo sbarco di Enrico Mentana il cui tg viaggia intorno al 10% di share. Chicco ha fatto sfracelli rubando spettatori alle ammiraglie e trascinando con il suo prodotto i vari Otto e Mezzo, l’Infedele e In Onda cosicché oggi la fascia 18-20 è al 4,26% di share contro la media giornaliera del 3,4%.

Gli uomini di Telecom non si accontentano: la stagione 2010-2011 è andata oltre le più rosee aspettative, ma si può migliorare. Magari facendo una buona campagna acquisti estiva che rafforzi la squadra in vista di settembre. Icolpi in canna sono dei parametri zero eccellenti provenienti dalla Rai. Sulla lista della spesa figurano infatti il fuoriclasse Michele Santoro e il “David Letterman italiano” Fabio Fazio. Papabili per un cambio di casacca anche Giovanni Floris e Milena Gabanelli, entrambi in scadenza di contratto a Viale Mazzini. L’a.d. di La7 Giovanni Stella ha ammesso che “uno o due” tra i quattro citati approderà nel suo canale, cum magno gaudio per ricavi pubblicitari e conti da risanare. Il Terzo Polo tv fa le cose in grande, sogna ad occhi aperti e immagina di strappare i big che, tra polemiche e veleni, sono cresciuti alla Rai portandole in doti ascolti e redditività sicura negli anni.

Il guru Santoro macina percentuali da rete ammiraglia su Rai Due (l’ultima puntata 3.773.000 spettatori con 23,66% di share) e proprio ieri ha definito il divorzio dalla tv pubblica. “La Rai e Michele Santoro – si legge in una nota – hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro”. L’emittente di Telecom gongola e aspetta trepidante il suo nuovo anchorman dopo che il primo endorsement lo aveva fatto Enrico Mentana: “lo accoglieremmo a braccia aperte”. Quello di Fazio sarebbe invece uno strano (e più improbabile) ritorno: giunto a La7 nel 2001 per lanciare Fabshow, talk di seconda serata mai andato in onda per divergenze con la rete, salutò tutti intascando una buonuscita milionaria. Oggi la Rai sta studiando un modo per tenerlo, riconfermando le due serate settimanali di “Che tempo che fa” anche se con un taglio al minutaggio, circostanza per nulla gradita al conduttore.

Il calciomercato televisivo si gioca su due piani: nel c.d.a. Rai e nelle riunioni di rete si prova a concordare programmi e contratti, mentre dall’altra parte il concorrente La7 colloquia da settimane con i conduttori sopra citati cercando di ingolosirli promettendo loro l’agognata “libertà editoriale”. A via della Pineta Sacchetti 229 sono ottimisti, anche perché “entro fine anno avremo un azionista di maggioranza relativa con il 40 per cento del capitale, il 37 all’attuale proprietà e il 23 sul mercato”. E chi sarebbe l’investitore pronto a versare 300 milioni nella casse della rete? Secondo i ben informati (e l’a.d. di La 7 ammette che “è una tra le tante ipotesi”) si tratta di Carlo De Benedetti, patron del gruppo Espresso-Repubblica che, neanche a farlo apposta, nella tv potrebbe investire il gruzzolo guadagnato dal processo sul risarcimento Mondadori.

Un colpo niente male per l’acerrimo nemico del Cavaliere che con i soldi di Berlusconi comprerebbe una quota della tv concorrente per poi “pagare lo stipendio” a Michele Santoro e company. Più che un Terzo Polo però, si rafforzerebbe una formazione a base del classico rimpasto tra affari, politica e informazione tv. E se Libero bolla come “ingrati” Santoro, Fazio e compagnia cantante, invitando i vertici Rai a lasciarli partite, tra gli osservatori si fa strada un’ipotesi: non sarà mica l’ennesimo battage mediatico del “resto qui, vado via” che solleva polveroni senza però cambiare un bel niente? Ecco, il “rischio” concreto è che, dopo settimane di trattative e valigie quasi pronte, i paladini del video restino in Rai per una nuova stagione aperta dal solito valzer polemico-pubblicitario.

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