Carceri: gli avvocati con Pannella

By Redazione

giugno 5, 2011 politica

Sciopero della fame ad oltranza contro il degrado carcerario e per l’amnistia. Dal 1° di giugno, come preannunciato la scorsa settimana durante la trasmissione “Radio carcere” condotta da Riccardo Arena su Radio radicale, il direttivo dell’Unione delle Camere penali italiane, a cominciare dal suo presidente Valerio Spigarelli, si è unito alla lotta non violenta di Marco Pannella (che va avanti da quasi 44 giorni) e di altre migliaia di detenuti e di parenti degli stessi contro il degrado dell’ambiente carcerario e a favore di un’amnistia per ripristinare la vivibilità delle patrie galere. In un comunicato, l’Ucpi sostiene che “il sovraffollamento cresce senza che ancora alcun serio provvedimento venga avviato per fronteggiare quella che non è più una emergenza ma una cronica condizione.”

“Come conseguenza del sovraffollamento – si legge ancora –  cresce anche il numero dei suicidi, segnale drammatico delle condizioni di disagio fisico e psichico in cui vivono i detenuti.” Poi si cita l’iniziativa del leader radicale: “Il Governo e gran parte della politica sono sordi a queste richieste. Marco Pannella è in sciopero della fame da oltre un mese anche per denunciare le incivili condizioni delle carceri.”

Ergo? “La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato di far propria l’iniziativa del leader radicale e indice uno sciopero della fame: inizierà l’1 giugno il presidente Valerio Spigarelli e a staffetta coinvolgerà ogni giorno tutti i componenti di Giunta. Con analoghe modalità il coordinatore Alessandro De Federicis e gli altri componenti dell’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane hanno aderito all’iniziativa della Giunta e intraprenderanno questa stessa forma di protesta.”

Nei prossimi giorni anche gli agenti di polizia penitenziaria e i loro sindacati potrebbero unirsi a questa forma di lotta iniziata da Pannella. Di certo la possibilità che il ministro Alfano sia destinato a lasciare il proprio incarico per dedicarsi alla ricostruzione del Pdl non aiuta e in questo momento proprio tra gli agenti di custodia si registra il malcontento più sensibile. Troppe promesse non mantenute e troppi proclami sul piano carceri hanno contribuito a un’atmosfera di generale scoramento mentre i detenuti sono ormai a un passo da quota 70 mila in carceri che sono omologate per 44 mila unità.

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