“Perché ho lasciato la Lista Polverini”

By Redazione

giugno 2, 2011 politica

Mentre i vertici nazionali hanno accolto Angelino Alfano segretario, nel Lazio il Pdl subisce alcune scosse di assestamento. L’asse Polverini-Alemanno sembra consolidarsi, soprattutto dopo che la governatrice (con l’appoggio del sindaco) ha deciso di correre con liste proprie (poi sconfitte) contrapposte al Pdl nelle città di Sora e Terracina. In tutta risposta, due consiglieri regionali eletti nella lista della Polverini, Andrea Bernaudo e Giuseppe Melpignano, hanno annunciato il loro passaggio al Pdl ricevendo in cambio un’abbondante dose di rabbia e improperi. Abbiamo interpellato uno dei protagonisti di questo passaggio “incriminato”: Andrea Bernaudo, politico liberale classe 1970, che al contrario del collega Melpignano (tornato in tutta fretta all’ovile), ha deciso di rimanere fermo sulle sue posizioni. Bernaudo ci spiega le ragioni di questa scelta.

Il suo passaggio dalla lista Polverini al Pdl ha creato parecchio rumore. Può spiegarci com’è andata?

Troppo rumore direi, troppe reazioni scomposte. La mia è stata una scelta assolutamente coerente con il mio percorso politico: dal 92 al 94 ho collaborato con i radicali a sostegno della raccolta di firme per i referendum sul maggioritario e sulle libertà economiche; nel 95 dopo la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi sono entrato in Forza Italia, ho fondato il movimento giovanile del Lazio con l’incarico prima di coordinatore Universitario e poi come coordinatore dei giovani azzurri della città di Roma, successivamente sono stato il responsabile comunicazione ed immagine del direttivo romano del Partito di Berlusconi fino al ’98. Dal 98 in poi sono stato molto occupato col mio lavoro, ma ho sempre continuato a sostenere il Presidente Berlusconi nel mondo dell’associazionismo liberale italiano. Oggi ritorno nel Pdl, perchè è l’unico progetto politico che ritengo di dover sostenere e non credo nella formazione di altri partiti o partitini.

La governatrice ha denunciato una “compravendita di consiglieri regionali”. Una reazione un po’ forte, non crede?

Bollare col termine “compravendita” il mio dissenso, è stato grave, una caduta di stile che non mi aspettavo nei confronti di chi, come me ha sostenuto, molto più di molti altri, l’azione di Governo della Giunta. La mia è stata una posizione politica chiara, altro che compravendita, ho ritenuto inopportuno fare le liste “Città Nuove”, riconducibili alla Presidente della Regione, che a Sora e Terracina si sono contrapposte a quelle del Pdl e cioè al partito che ha contribuito a determinare la vittoria del centro-destra e che ci ha fatto riconquistare la Regione. Io non sono entrato nella lista civica Polverini con l’obiettivo di fare liste per poi contrapporle al Pdl. Probabilmente per qualcuno è difficile pensare che ci sia ancora una persona che rimane fedele alle proprie idee e che fa scelte politiche solo per stare bene con se stesso. Inoltre in una compravendita, qualcuno dovrebbe guadagnare qualcosa, ma io cosa ho da guadagnare nel passare da un gruppo di maggioranza, peraltro collegato direttamente al Presidente della Regione, ad un’altro gruppo di maggioranza? Un bel nulla, anzi. Comunque non me la sono presa, perchè ho la coscienza a posto e le tante telefonate di sostegno, sms e post pubblicati sul profilo di facebook mi hanno confermato che i miei elettori hanno apprezzato molto la mia coerenza.

Che aria tira in Consiglio Regionale? La coalizione di governo reggerà?

E perchè non dovrebbe reggere ? Io non ho fatto mai mancare il mio sostegno ed il mio voto e mai lo farò mancare in futuro dai banchi del Pdl. E altrettanto ha fatto finora la maggioranza in tutte le occasioni importanti. Semmai quello che mi domando è: come mai quando sono stati creati i monogruppi come da ultimo quello dell’On. Olimpia Tarzia (ex Lista Polverini) e di altri consiglieri, nessuno ha detto nulla? Niente, neanche una dichiarazione da parte della Giunta, eppure siamo di fronte alla nascita di “gruppi” con un solo consigliere, 7 persone di staff, indennità di capogruppo ecc. ecc. in un momento in cui siamo costretti a fare sacrifici per risanare i conti. Forse quel tipo di operazioni erano da stigmatizzare o no? Invece tutto questo caos, perchè il sottoscritto è rimasto dove è sempre stato e dove lo conoscono tutti: nel Pdl.

Dove vuole arrivare il tandem Polverini-Alemanno? E’ realisticamente ipotizzabile un addio al Pdl?

Non mi pare che sia quella la strada che porta in Paradiso il centro-destra e comunque sia da parte della Presidente della Regione che dal Sindaco di Roma arrivano smentite categoriche. Occorre stare dentro il perimetro del Pdl, un partito giovane che va migliorato ma dall’interno.

Il derby a Sora e Terracina è da considerarsi un esperimento isolato o qualcosa di più?

Una situazione che non doveva accadere e che spero non accadrà più.

Come reputa la situazione del partito nel Lazio? Quali accorgimenti sono necessari nel breve periodo?

Nel Lazio il Pdl ha tenuto rispetto al trend nazionale, del resto aveva già dimostrato una fortissima capacità organizzativa lo scorso anno quando è stato capace di far splittare il consenso del Pdl sulla lista civica Polverini, dopo l’incredibile esclusione della lista dalla competizione elettorale. In autunno si parla di congressi per il rinnovo degli organi locali e credo che questo aiuti a radicarsi ancora meglio sul territorio della nostra regione, qui l’auspicio è che prevalgano le persone che hanno dimostrato di non utilizzare il Pdl e Berlusconi come un taxi, ma che credano davvero nel progetto politico di costruzione di un grande partito liberaldemocratico di centro-destra. A livello nazionale, dove la sconfitta è stata più marcata, c’è stata subito una bella e non scontata risposta dell’ufficio di Presidenza che ha all’unanimità ha indicato in Angelino Alfano il primo segretario politico del Pdl. Un uomo di indubbio talento politico, stimato da tutti, che può far ritrovare una coesione di tutte le anime del centro-destra e sicuramente all’altezza di rilanciare l’azione del partito.

Lei porta con sè una solida tradizione liberale. E’ riuscito a farla attecchire in questo Consiglio Regionale?

Le rispondo con i fatti: ho presentato 4 proposte di legge, tutte chiare, a costo zero con pochi articoli, una sulla trasparenza amministrativa per un registro pubblico regionale fruibile on line, una sulla semplificazione degli iter autorizzatori per l’installazione di energie rinnovabili, una sull’open government ed il riutilizzo, per tutti i cittadini, dei dati della Pubblica Amministrazione regionale ed infine, proprio in questi giorni, una proposta di legge sulla prevenzione e lotta ai tumori per incentivare, attraverso crediti formativi, l’aggiornamento obbligatorio dei medici di base in materia oncologica. Le dirò di più: non voterò mai leggi che aumentino la pressione fiscale per i cittadini del Lazio e lavorerò come vicepresidente della Commissione Bilancio al fianco della Giunta per far sì che le tasse diminuiscano nei prossimi anni. Io la mia parte la sto facendo.

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